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September 10, 2010, 09:01:32
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| Topic:
FRAMMENTI ARAMAICI DI ENOC...
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Topic: FRAMMENTI ARAMAICI DI ENOC... (Read 707 times)
MarcoforEver
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FRAMMENTI ARAMAICI DI ENOC...
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December 06, 2008, 20:58:27 »
APOCRIFI DELL'ANTICO TESTAMENTO...
A CURA DI
PAOLO SACCHI
con la collaborazione di
FULVIO FRANCO, LUIGI FUSELLA,
ANTONIO LOPRIENO,
FABRIZIO PENNACCHIETTI,
LILIANA ROSSO UBIGLI...
Volume primo.
FRAMMENTI ARAMAICI DI ENOC...
a cura di LILIANA ROSSO UBIGLI
INTRODUZIONE
Oltre alla redazione etiopica, ci sono giunti estratti del Libro di Enoc in
greco, in latino, in copto e in siriaco. Anche se appare improbabile che circolassero altrettante versioni antiche complete, l'opera ha certamente goduto di larga diffusione e popolarità, come testimoniano le numerose citazioni patristiche, sia greche sia latine. Senz'altro era esistita una traduzione greca, su cui, secondo l'opinione dei più, sarebbe stata fatta quella etiopica.
In greco ci sono state restituite quasi per intiero la prima e l'ultima sezione del Pentateuco di Enoc. Un frammento del testo greco, che comprendeva i capp. I XIV, 22a; XIV, 22b XXXII (con un doppione dei capp. XX, 2 XXI, 9a), fu scoperto nella seconda metà del secolo scorso durante una campagna di scavi ad Akhmim (l'antica Panopoli), in Egitto. Venuto alla luce in una tomba cristiana dell'VIII sec., fu datato dapprima all'VIII sec., e successivamente al VI V sec. In realtà si tratta di una copia assai lacunosa, non esente da errori e disseminata di itacismi. Conservata prima nel museo di Gizeh e poi al Cairo, dove attualmente si trova, prende il nome di ms di Gizeh o di Codex Panopolitanus, ed è contrassegnata con il n. 10759 nel catalogo dei mss. del Cairo.
Prima del ritrovamento del ms. di Gizeh, si conoscevano alcune parti del Libro dei Vigilanti attraverso l'opera di uno storico bizantino, la Chronographia Universalis di Giorgio Sincello (vissuto fra l'VIII e il IX sec. d. C.). I frammenti di Enoc, tratti da Sincello, erano già stati pubblicati nel '600 da Giuseppe Scaligero. Si tratta dei capp. VI, 1 IX, 4 (con un doppione dei capp. VIII, 4 X, 14); XV, 8 XVI, 1; più un frammento proprio a Sincello al posto di Enoc, XVI, 2 4, ora attribuito dal Milik al Libro dei Giganti. Le citazioni di Sincello, mutuate da Pan(o)doro di Alessandria attraverso Anniano (entrambi del IV V sec. d. C.), sono in genere una parafrasi abbastanza libera dell'originale, e purtuttavia riportano in molti casi lezioni migliori di quelle del ms. di Gizeh e della stessa versione etiopica. La testimonianza di Sincello, che le scoperte di Qumran hanno contribuito a valutare in tutta la sua portata, è, dunque, tutt'altro che secondaria nella storia della trasmissione del testo di Enoc.
Un brano dell'Apocalisse degli animali (Enoc, LXXXIX, 42 49) ci è stato restituito da un tachigrafo vaticano (Vat. gr. 1809). Alcuni frammenti, in verità assai esigui, sono stati recentemente identificati dal Milik in un papiro d'Ossirinco, pubblicato dallo Hunt col titolo di "Frammento Apocalittico". Corrispondono a Enoc, LXXXV, 10 LXXXVI, 2 (P. Oxy. 2069, fr. 1r + fr. 2r); LXXVIII, 1 3 (fr. 1v + fr. 2v); LXXVII, 7 LXXVIII, 1 (fr. 3v) e LXXVIII, 8 (fr. 3r) [gli ultimi due fanno parte del Libro astronomico].
Infine in un papiro del IV sec. di cui alcuni fogli appartengono all'Università di Michigan, gli altri alla collezione Chester Beatty , ci è giunta l'Epistola di Enoc, mutila dei capitoli iniziali, ma abbastanza ben conservata per il resto (capp. XCVII, 6 CVII, 3).
Delle altre sezioni del libro di Enoc non ci è rimasto più nulla nella tradizione greca, se si eccettuano i frammentini già ricordati del Libro Astronomico.
Oggi la documentazione si è considerevolmente ampliata, da quando a Qumran sono venuti alla luce anche frammenti in ebraico e in aramaico. Se tale scoperta non dirime la controversia sulla lingua originale dell'opera, accredita però definitivamente l'ipotesi dell'esistenza di un originale semitico, che già in passato era stata avanzata con buoni argomenti dagli studiosi.
Scartata, infatti, l'ipotesi di un originale greco, che poggiava su basi troppo deboli, si era postulata l'esistenza di una Vorlage ebraica o aramaica, o addirittura ebraico aramaica, come aveva sostenuto il Dillmann (e il Charles). Ché solo in questo modo si spiegavano talune etimologie o giochi di parole soggiacenti al testo, per non dire della trascrizione di termini ebraici o aramaici, come Mamzerim o Mandobara, o dei calchi (semantici, grammaticali e sintattici). Oggi tutte queste congetture sono avvalorate dalle scoperte di Qumran.
Venuti alla luce sin dal 1952 nella grotta 4 di Qumran, i frammenti aramaici di Enoc sono stati recentemente pubblicati dal Milik in un'ampia monografia che affronta il problema della letteratura enochica nel suo complesso (The Books of Enoch. Aramaic Fragments of Qumran Cave 4, ed. da J. T. MILIK con la collaborazione di Matthew Black, Oxford, 1976). A questi bisogna aggiungere altri tre frammenti in ebraico, editi dallo stesso Milik e provenienti dalla grotta 1 (D. BARTHÉLEMY J. T. MILIK, Discoveries in the Judaean Desert 1. Qumran Cave 1, Oxford, 1955, pp. 84 85. 152 (Pl. XVI) ["Livre de Noè"]), che corrispondono ai capp. VIII, 4 IX, 4 e CVI.
Nella grotta 4 si sono rinvenuti i resti di ben undici manoscritti di Enoc, quattro del cosiddetto Libro astronomico (capp. LXXII LXXXII) e sette delle altre sezioni, ad eccezione del Libro delle Parabole, di cui non s'è trovata traccia a Qumran.
I vari manoscritti sono stati contrassegnati dall'editore con le seguenti sigle: 4QEnastr a, b, c, d, i mss. del Libro astronomico; 4Qen a, b, c, d, e, f, g, gli altri, che sono ripartiti in misura diversa fra il Libro dei Vigilanti (capp. I XXXVI), il Libro dei Sogni (LXXXIII XC) e l'Epistola di Enoc (XCI CIV). Il più rappresentato è il primo, contenuto in cinque manoscritti (4QEna a,b,c,d,e); mentre il Libro dei Sogni è attestato in tre mss. (4QEn c, d, f), l'Epistola in due (4QEn c, g), e la chiusa, ovvero l'Apocalisse di Noè, in un solo manoscritto (4QEn c). La loro datazione oscilla fra il II e il I sec. a. C., per quanto riguarda 4QEn a, b, c, d, e, f, g e 4QEnastr c, d; mentre bisogna risalire un po' più indietro, tra la fine del III e l'inizio del II sec. a. C., per 4QEnastr a.
In base ai dati paleografici, e pur con tutto il margine di aleatorietà proprio di questo genere di argomenti, il Milik ha assegnato En a, b, f rispettivamente alla prima metà, alla metà e al terzo quarto del secondo secolo a. C.; En e, g, c, (d) alla prima metà, alla metà e all'ultimo terzo del I sec. a. C.; Enastr d alla seconda metà di questo secolo. Il manoscritto più recente, l'unico scritto in bella grafia erodiana, e appartenente anch'esso al Libro astronomico (4QEnastr b), si colloca agl'inizi dell'era volgare. Nessuna copia, invece, è databile alla fine dell'insediamento di Qumran, segno che l'interesse per Enoc era andato scemando, come prova anche il fatto che alcuni fogli venissero riutilizzati per esercitazioni scolastiche (così è avvenuto con il verso del primo foglio di 4QEn a).
Particolare interesse suscitano i frammenti della sezione "astronomica", che ci hanno restituito intere parti mancanti nella versione etiopica, come il finale, che in etiopico è andato perduto, e ampi squarci sulle fasi lunari e sui moti sincronici del sole e della luna (calendario sincronistico). Niente è rimasto, invece, dei capp. LXXII LXXVI.
Data la sua ampiezza, l'editore ha ipotizzato che venisse copiato su rotoli a parte, separatamente dal resto di Enoc.
La pubblicazione dei frammenti di Qumran ha richiesto un lungo e paziente lavoro di ricostruzione, perché quasi mai essi riportano un testo continuo, ma più spesso solo qualche parola o, peggio, qualche lettera per riga. Ma, nonostante il loro cattivo stato di conservazione, apportano un contributo non irrilevante alla storia del testo di Enoc (critica bassa), e alla conoscenza della lingua aramaica nella fase di transizione dall'aramaico d'Impero all'aramaico giudeo palestinese, soprattutto per quanto riguarda i problemi lessicografici. Quest'ultimo aspetto è stato solo superficialmente sfiorato dall'editore, e aspetta ancora d'essere approfondito.
Per quanto riguarda, invece, la critica del testo, è già possibile trarre conclusioni più circostanziate.
In più d'un caso, infatti, l'aramaico restituisce la lezione corretta, dove si sono insinuati errori nella tradizione, come avviene in Enoc, X, 17; XXXII, 2; etc. Un esempio conclamato è costituito dalla dizione del nome degli angeli (Enoc, VI, 7), che ha subìto profonde alterazioni sia nelle recensioni greche del ms. di Gizeh e di Sincello, sia in etiopico. Viene confermata, inoltre, la bontà di Sincello che, nonostante la tendenza a rimaneggiare il testo, talora riporta la lezione originale contro il ms. di Gizeh e l'etiopico (cfr. Enoc, VIII, passim; forse anche Enoc, X, 14). Qualche altra volta il greco appare più aderente all'aramaico dell'etiopico, come in Enoc, X, 9; XXX, 1; LXXXIX, 43, 44; etc. (ma cfr. Enoc, IX, 3 e X, 18, dove l'etiopico ricalca la costruzione personale della frase aramaica contro il greco).
Quanto all'annosa questione della dipendenza della traduzione etiopica da quella greca, che, indiscussa in passato, ha incontrato negli ultimi tempi delle opposizioni 1, viene ulteriormente corroborata dal confronto con l'aramaico, quando si rileva che gli stessi errori si sono infiltrati sia in greco 2 sia in etiopico. Altrimenti difficilmente si potrebbe spiegare come mai in Enoc, XXXII, 2 sia Gz sia Et traducano entrambi Zotiel(e), se non supponendo una corruzione di zojoV o zojodhV ("tenebra") passata in etiopico (vedi testo aramaico). Un altro esempio è costituito da un caso di sdoppiamento nella traduzione, come in Enoc, X, 16, dove il termine qswt è reso sia in greco sia in etiopico con due sinonimi: "verità e giustizia".
In generale, comunque, il testo aramaico presenta spesso delle aggiunte che non si registrano né in greco né in etiopico.
Le note illustrano, dov'è possibile, le simiglianze e le dissimiglianze con la traduzione greca e con quella etiopica.
Significato delle parentesi (e dei segni).
[] integrazioni di lacune;
<> integrazioni nel testo;
() aggiunte che hanno lo scopo di rendere più chiara la lettura;
{} espunzioni;
+ aggiunge, aggiungono;
, om. omette, omettono.
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MarcoforEver
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Re: FRAMMENTI ARAMAICI DI ENOC...
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Reply #1 on:
December 06, 2008, 21:00:04 »
Abbreviazioni e sigle del Milik.
Gz: testo greco del manoscritto di Gizeh;
Sn (Sn1, 2): testo greco di Sincello (doppia recensione, dove esiste);
CsMc: testo greco del manoscritto di proprietà dell'Università di Michigan e della collezione Chester Beatty;
Et: testo etiopico (riportato secondo la traduzione del Fusella);
1QS: Regola della Comunità (Serek);
1QH: Inni di Qumran (Hodayot);
4QEn Ga: prima copia del Libro dei Giganti scoperto a Qumran.
Gen. ap.: Apocrifo della Genesi.
Riportiamo soltanto la traduzione dei testi più significativi e relativamente meno danneggiati usando la segnatura del Milik (con l'indicazione della grotta di provenienza (4Q), del manoscritto (a, b, c...), del foglio (1, 2...), della colonna (I, II, III...), ma tralasciando le righe). A differenza di come ha proceduto l'editore, quando lo stesso brano è attestato più volte, la traduzione che ne diamo (e dunque il testo restituito) è il risultato della collazione dei frammenti dei singoli manoscritti.
Il testo greco è quello dell'edizione del Black.
note:
1. Cfr. E. ULLENDORF, AN Aramaic "Vorlage" of the Ethiopic Text of Enoch, Atti del Convegno Internazionale di Studi Etiopici, Roma (Accademia dei Lincei), 1960, pp. 259 267 (rist. in Is Biblical Hebrew a Language?, Wiesbaden, 1977, pp. 172 180), che tuttavia non esclude che, almeno in alcune parti, sia stata utilizzata la versione greca.
2. In ogni caso non bisognerà dimenticare, come si è visto dal confronto tra il testo di Sincello e quello del manoscritto di Gizeh, che la tradizione greca non si presenta come unitaria.
fine note.
NOTA BIBLIOGRAFICA
Testi.
R. H. CHARLES, The Ethiopic Version of the Book of Enoch, ed. from twenty three Mss. together with the Fragmentary Greek and Latin Versions, Oxford, 1906.
D. BARTHÉLEMY e J. T. MILIK, Discoveries in the Juduean Desert 1, Oxford, 1955, pp. 84 86.152 (tav. XVI).
M. BLACK, Apocalypsis Henochi Graece, ed...., ["Pseudepigrapha V. T. Graece", III, 1], Leiden, 1970.
J. T. MILIK, Fragments grecs du livre d'Hénoch (P. Oxy. XVII 2069), in "Chronique d'Égypte", XLVI (1971), pp. 321 343.
ID., The Books of Enoch. Aramaic Fragments of Qumran Cave 4, con la collaborazione di M. Black, Oxford, 1976.
Traduzioni.
F. MARTIN, Le Livre d'Hénoch, Paris, 1906 (in calce viene riportata la traduzione del testo greco).
R. H. CHARLES, The Apocrypha and Pseudepigrapha of the O. T., II, Pseudepigrapha, Oxford, 1913, pp. 163 281.
Introduzioni e Studi.
J. T. MILIK, The Dead Sea Scroll Fragments of the Book of Enoch, in "Biblica", 32 (1951), pp. 393 400.
ID., Hénoch au Pays des Aromates (ch. XXVII à XXXII). Fragments araméens de la grotte 4 de Qumran (Pl. 1), in "Revue Biblique", 65 (1958), pp. 70 77
J. A. FITZMYER, The Genesis Apocryphon of Qumran Cave 1, ["Biblica et Orientalia", 18], Rome, 1966.
A. M. DENIS, Introduction aux Pseudépigraphes Grecs d'Ancien Testament, ["Studia in Veteris Testamenti Pseudepigrapha", I], Leiden, 1970, pp. 15 30.
J. T. MILIK, Problèmes de la littérature hénochique à la lumière des fragments araméens de Qumran, in "Harvard Theological Review", 64 (1971), pp. 333 378.
ID., Turfan et Qumran, Livre des Géants juif et manichéen, in Tradition und Glaube (Festgabe K. G. Kuhn), Gottingen, 1971, pp. 117 127 (tav. I).
J. FITZMYER, Implications of the New Enoch Literature from Qumran, in "Theological Studies", 38 (1977), pp. 332 345.
E. ULLENDORFF, An Aramaic Vorlage of the Ethiopic text of Enoch, in Is Biblical Hebrew a Language? Studies in Semitic Languages and Civilizations, Wiesbaden, 1977, pp. 172 180 (si tratta della reimpressione di un lavoro presentato all'Accademia Nazionale dei Lincei nel 1959).
J. BARR, Aramaic Greek Notes on the Book of Enoch (I), in "Journal of Semitic Studies", 23 (1978), pp. 184 198.
ID., Aramaic Greek Notes on the Book of Enoch (II), in "Journal of Semitic Studies", 24 (1979), pp. 179 192.
M. SOKOLOFF, Notes on the Aramaic Fragments of Enoch from Qumran Cave 4, in "Maarav", I (1978 1979), pp. 197 224.
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MarcoforEver
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Re: FRAMMENTI ARAMAICI DI ENOC...
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Reply #2 on:
December 06, 2008, 21:00:33 »
FRAMMENTI DELL'INTRODUZIONE
(= Enoc, I V).
4QEn c 1 I Enoc, I, 9 V, 1
4QEn a 1 II Enoc, II, 1 V, 6
SOMMARIO Dal prologo: preannuncio del giudizio finale. Ordine del creato cui fa da contrappunto l'anarchia dell'uomo (o dei Vigilanti?). Maledizione dei peccatori.
I.
[9] [... le miriad]i dei Su[oi] Santi...
[... ogni ca]rne a causa delle azion[i...]
[... parole] gravi e dure...
note:
[9] [... le miriad]i dei Su[oi] Santi...: Gz: "Quando viene con le Sue miriadi e con i Suoi Santi, per far giustizia di tutti, annienterà tutti gli empi e rimprovererà a ogni essere vivente (= sarka) tutte le opere empie che hanno commesso, e le parole dure che hanno pronunciato contro di Lui, empi peccatori"; Et: "Ed ecco: Egli è venuto con 10.000 Santi, per far giustizia su loro e distruggerà gli empi e redarguirà tutte le umane creature per tutto quel che gli empi ed i peccatori hanno fatto contro di Lui". Cfr. Giuda, 14 15: "Ecco, il Signore è venuto con le Sue sante miriadi, per far giustizia di tutti e per rimproverare a tutti gli empi tutte le loro opere empie che avevano commesso e tutte le (parole) dure che avevano pronunciato contro di Lui empi peccatori". L'etiopico tralascia l'accenno alle parole "gravi e dure", mentre Gz e l'Epistola di Giuda abbreviano la dizione aramaica.
fine note.
II.
[1] [Considerate] tutta la crea[zione e osserv]ate l'opera de[l] ci[elo]... nelle stazioni delle loro [lu]ci, ché [sor]go[no]...
ciascuno di lo[ro] (scil.: i luminari)... e non vio[lano] il loro ordine.
[2] Guardate la terra e considerate [la total]ità della sua opera: [ni]en[te] muta, e tutto vi appare (sempre uguale).
[3] Guardate i segni [dell'estate...] su di essa (o), e <considerate> i segni dell'inverno: tut[ta] la terra... le nuvole rovesciano la pioggia.
note:
[1] [Considerate] tutta la crea[zione e osserv]ate l'opera de[l] ci[elo]: letter. "[Considerate] tutta l'o[pera]...". Gz: "Osservate tutti i corpi celesti
(letter.: tutte le opere nel cielo), come non mutano la loro orbita (letter.: le loro vie)"; Et: "Ho investigato tutte le operazioni che (si fanno) nel cielo...". Sia Gz sia Et om. uno dei due membri della frase.
nelle stazioni delle loro [lu]ci: Gz: "Osservate tutti i corpi celesti, come non mutano la loro orbita; e i luminari celesti, come sorgono e tramontano tutti nel tempo stabilito, e appaiono nelle costellazioni (dello Zodiaco) (letter.: nelle loro feste), senza violare il proprio ordine"; Et più breve: "Ho investigato tutte le operazioni che (si fanno) nel cielo in qual modo le stelle non modificano il loro cammino nel cielo, come ognuna sorge e tramonta, sistemate ognuna nel proprio tempo e senza trasgredire il proprio ordine".
[2] e considerate [la total]ità della sua opera: letter. "considerate la sua opera, [dalla prima all'u]ltima". Gz: "e considerate le opere che vi avvengono, dal principio alla fine..."; Et: "e ponete mente a quel che si fa su di essa, dal principio alla fine...".
[ni]en[te] muta, e tutto vi appare: Gz: "... come sulla terra non muta niente, ma tutto vi si manifesta opera di Dio", Et: "... come non si modifica ogni azione visibile del Signore".
[3] Guardate i segni...: hzw ldgly (dgl = insegna militare, vessillo, da cui fenomeno atmosferico). Gz ed Et om. "i segni" (ldgly). Gz (ed Et): "Osservate l'estate e l'inverno...", dopodiché il greco presenta una lacuna mentre Et prosegue: "come tutta la terra è piena d'acqua e rugiada e la pioggia si poggia su di essa".
fine note.
III.
Guardate tutti [gli] albe[ri]: a tutti quanti appassiscono [... le foglie], ad eccezione di quattordici alber
, cui restano le foglie [... fin]ché [non siano trascorsi] due o tre anni.
note:
Guardate... appassiscono...: Gz (ed Et [E, F]): "Osservate e vedete...". In greco c'è nuovamente una lacuna, mentre Et continua: "come appaiono tutti gli alberi, come (diventano) secchi, come cadono le loro foglie...".
fine note.
IV.
Osservate i segni... per essi il [sole] scotta e brucia. E voi cercate all'ombra riparo da lui [sul]la [ter]ra che brucia, [e] per la [calura] non riuscite a camminare sulla sabbia o
ul [selciat]o.
V.
[1] [Osservate] tutti quanti gli alberi: su di essi verdi germogliano le fronde e coprono...
una magnificenza.
Lodat[e (Dio) (o: imparat[e]) e] considerate tutte queste opere [... il Dio che] vive in eterno fece tutte queste opere.
[2] Anno [... ma] tutte quante (le Sue opere) fanno la Sua volontà...
[4] Voi invece avete cambiato la vostra opera [... e] la [tra]sgredi[te] (scil.: la Sua volontà). (Parole) gravi e dure nella (o: con la) vostra bocca impura [... di cuo]re! Non ci sarà pace per voi.
[5] Allora maledir[ete] i vostri giorni [e] gli anni...
[e gli ann]i della vostra distruzione si moltiplicheranno nella male[dizione et]er[na... né miseri]cordia...
[6] [... i vos]tri [nomi] (saranno) una maledizione eterna per... e per tutti...
note:
[2] Anno... volontà: Gz si dilunga più di quanto non lasci supporre la lacuna di Ar: "e tutte le cose ch'Egli ha creato per l'eternità si avvicendano sempre uguali, un anno dopo l'altro; e tutte realizzano i propri fini senza cambiar nulla, ma ogni cosa avviene conformemente a quanto è stato stabilito"; Et: "e (come) la Sua opera Gli è davanti per ogni anno futuro e (come) tutte le Sue opere Gli obbediscono e non divertono (dai Suoi ordini) e tutto, invece, vien fatto così come il Signore ha stabilito".
[4] Voi invece avete cambiato la vostra opera [... e] la [tra]sgredi[te] (scil.: la Sua volontà): Gz: "Voi invece non avete perseverato e non avete agito secondo i Suoi comandamenti, ma ve ne siete allontanati..."; Et: "Voi, invece, non avete adempiuto e non siete sottostati all'ordine del Signore, ma (lo) avete trasgredito...". Et appare in questo caso più aderente ad Ar.
[5] [e] gli anni...: Et: "sarete privati degli anni della vostra vita". Così anche Gz, secondo l'emendamento del Dillmann, che ha corretto kata thV zwhV umwn in kai ta eth...
[6] [... i vos]tri [nomi]...: Gz: "Allora i vostri nomi saranno una maledizione eterna per tutti i giusti, e in voi saranno maledetti tutti i maledetti, e tutti i peccatori e gli empi si uniranno a voi (saranno assimilati a voi)"; Et: "E in quel tempo consegnerete la vostra pace [a ( B) "il vostro nome"], in maledizione eterna, a tutti i giusti ed essi, o peccatori, vi malediranno sempre, insieme con gli (altri) peccatori".
fine note.
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Re: FRAMMENTI ARAMAICI DI ENOC...
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Reply #3 on:
December 06, 2008, 21:01:23 »
FRAMMENTI DEL LIBRO DEI VIGILANTI
4QEn a 1 III Enoc, VI, 4 VIII, 1
(4QEn b 1 II Enoc, V, 9 VI, 4 e VI, 7 VIII, 1)
(4QEn c 1 II Enoc, VI, 7)
SOMMARIO Invaghitisi delle figlie degli uomini, gli angeli, i "figli del cielo" (Gen., VI, 1 2.4), scendono sulla terra e si uniscono alle donne che mettono a parte dei loro segreti. Dalla loro unione nascono i giganti, forieri di gravi mali per l'umanità. Prima di por mano all'impresa, i Vigilanti stringono un giuramento di solidarietà sul monte Hermon, che da esso prende nome. Vengono elencati ad uno ad uno i loro capi.
VI.
[1] E avvenne (che) quand[o...]
belle e...
[2]... e si di[ssero]...
[4] E tutti quanti gli dissero: "Giureremo...
[che non] ci ritrarremo, nessuno di noi, da que[sto] piano (e) porteremo a compimento..."
[5]... tutti quanti insieme e si vincolar[ono] dietro minaccia di scomunica...
[6]... [discesero] al tempo di Yared su[lla cima del monte Hermo]n...
[per]ché [v]i avevano giurato e si era[no] vincolat
dietro minaccia di scomunica.
[7] E questi sono i nomi dei [lor]o [capi]:
Semihazah, ch[e... 'Ar'taqo]ph, secondo dopo di lui; Ramt['el], terzo dopo di lui; Kokab'el, quarto dopo di lui... [qui]nto dopo di lui; Ra'm'e[l]... Dani'el, set[timo]... Zeqi'el, ottavo dopo di lui; Baraq'el, nono dopo di lui; 'As(s)a'el, decimo... Hermoni, [un]dicesimo dopo di lui; Matar'el, dodicesim
... 'Anan'el, tredicesimo dopo di lui; Sataw'el, quattordicesimo dopo di lui; Samsi['el, quin]dicesimo dopo di lui; Sahri'el, sedicesimo dopo di lui; Tummi'el, [dicias]settesimo... Turi'el, dic
ottesimo dopo di lui; Yomi['e]l, <dician>novesimo dopo di lui; Yehaddi['el, ve]ntesimo...
[8] Questi sono i capi di di
[e]ci.
note:
[4] E tutti quanti gli dissero: secondo membro della formula ricorrente in aramaico (w'nw w'mrw), ricalcata tal quale da Sincello (e da Et [a ( C, D); b]), e abbreviata in Gz (Et [A, B, E] e siriaco).
nessuno di noi: letter. "[non] tutti noi": lezione riportata solo da Et [a ( D, E)] e tralasciata da tutti gli altri manoscritti etiopici.
[6] [discesero] al tempo di Yared: con Sincello (lacuna in Gz). Il testo etiopico è manifestamente corrotto: "E scesero in Ardis...". In Giub. IV, 15 l'etimologia di Yared viene messa in relazione con la discesa degli angeli: "Yared; perché al suo tempo gli angeli del Signore discesero sulla terra". Cfr. anche ORIGENE, Commentarium in Joannem, VI, 42 (25) (GCS, X, p. 151).
su[lla cima del monte Hermo]n: in greco non è più evidente il nesso tra l'etimologia di Hermon e l'atto del giuramento; in aramaico, invece, c'è assonanza tra Hermon e la radice verbale hrm, che significa "pronunciare il bando, giurare dietro minaccia di scomunica". Tale etimologia (Hermon = anathema) era conosciuta da S. ILARIO, Tractatus in psalmum CXXXII, 6 (CSEL, XXII, p. 689) e dallo PSEUDO GIROLAMO, Breviarium in Psalmos (PL, XXVI, 1294).
[7] Gz: "Ed ecco i nomi dei loro capi: Semiaza<s> questi era il loro capo , Arathak Kimbra, Sammane, Daneiel, Arearos, Semiel, Iomelel, Chochariel, Ezekiel, Batriel, Sathiel, Atriel, Tamiel, Barakiel, Ananthna, Thoniel, Rhamiel, Aseal, Rhakeiel, Turiel". Sincello: "... 1° Semiazas, il loro capo, 2° Atarkuph, 3° Arakiel, 4° Chobabiel, 5° Orammame, 6° Rhamiel, 7° Sampsich, 8° Zakiel, 9° Balkiel, 10° Azalzel, 11° Pharmaros, 12° Amariel,
Anagemas, 14° Thausael, 15° Samiel, 16° Sarinas, 17° Eumiel, 18° Turiel, 19° Iumiel, 20° Sariel". Nelle versioni non soltanto il nome degli angeli è alterato rispetto all'originale aramaico, ma varia altresì il loro numero: venti angeli, indicati rispettivamente con numeri ordinali o lettere dell'alfabeto, si contano in Ar e Sincello, 21 in Gz e 18 in Et (ma 21 in Enoc, LXIX, 2). Anche la loro successione cambia da una recensione all'altra. Per un quadro riassuntivo rimandiamo al MILIK, The Books of Enoch..., cit., pp. 152 segg. Già il MARTIN, op. cit., p. 12, riteneva che 20 fosse il "numero primitivo", come oggi è confermato da Ar.
[8] 4QEn a: "Questi sono i capi (de)i ca[p]i (?) di di[e]ci", dove a (de)i ca[p]i" è un'aggiunta sopralineare. 4QEn b: "Questi [son]o i capi di die[ci]" ([son]o... die[ci]: aggiunta sopralineare). Gz: "Questi sono i loro capi, quelli (preposti a gruppi) di dieci"; Sn om.; Et: "Questi sono i più importanti dei duecento angeli e, con loro, vi erano tutti gli altri" (cfr. nota alla traduzione).
fine note.
VII.
[1] Es[si e] i lo[ro c]api [si presero in moglie] delle donne fra tutte quelle che avevano scelto e cominciarono...
e ad insegnar loro la [mag]ia e [gli] incant[esimi]...
[2] Ed esse rimasero incinte di loro e gen[erarono]...
furono generati sulla terra [come n]ascono...
[3]... [e] divoravano la fatica di tutti i figli degli uomini, senza che essi [riusc]iss[ero] a saziar
...
[4]... concertarono di trucidare gli uomini e...
[5]... contro tutti gli uccelli e le [besti]e de[lla] terra... [e ne]l cielo e i pesci del mare, e a divorare il [loro] corpo... e bevevano [il] sangue.
[6]... [la terra accusò] i malvagi (di tutto) quel che vi si perpetrava...
... a...
note:
[1] Gz: "E presero moglie: si scelsero ciascuno una moglie e incominciarono ad aver rapporti con esse e a contaminarvisi; e insegnarono loro filtri e incantesimi..."; Sn: "Questi e tutti gli altri, nell'anno 1170 del mondo, si presero delle mogli e incominciarono a contaminarsi con esse fino al diluvio... [2] e impararono insieme con le loro mogli filtri e incantesimi". Et: "E si presero, per loro, le mogli ed ognuno se ne scelse una e cominciarono a recarsi da loro. E si unirono con loro ed insegnarono ad esse incantesimi e magie...".
Es[si e] i lo[ro c]api: Gz ed Et om.; Sincello presenta uno sviluppo proprio.
[si presero]... che avevano scelto: ricalca Gen., VI, 2.
[2] Gz: "Ed esse, una volta che ebbero concepito, generarono dei giganti più alti di tremila cubiti"; Sn prosegue indipendentemente: "[1]... e generarono loro tre generazioni: dapprima dei giganti di vaste proporzioni. [2] E i giganti generarono (a loro volta) i Nafelim, e ai Nafelim nacquero gli Eliud. E crebbero in proporzione alla loro statura (kata thn megaleiothta autwn)...". Et: "Ed esse rimasero incinte e generarono giganti la cui statura, per ognuno, era di tremila cubiti".
furono generati sulla terra [come n]ascono: Gz (Sn) ed Et om.
[3 4] Gz: "che divorarono le fatiche degli uomini. Ma come gli uomini non riuscirono più a saziarli, / i giganti si levarono contro di loro e divorarono gli uomini". Sn om. (il brano sembra essere stato ripreso da Sincello alla fine di VIII, 3: "Dopodiché i giganti presero a divorare le carni degli uomini..."). Et: "Costoro mangiarono tutto (il frutto del)la fatica degli uomini fino a non poterli, gli uomini, più sostentare. / E i giganti si voltarono contro di loro per mangiare gli uomini".
concertarono: SOKOLOFF, op. cit., p. 199, legge: "e cominciarono" (wsryw invece di qsryn), come al vs. 5 (cfr. versioni).
[5] Gz: "E si misero a peccare con gli uccelli, le fiere e i rettili e i pesci, e a divorarsi l'un l'altro (!) le carni, e ne bevevano il sangue". Sn om.; Et: "E cominciarono a peccare contro gli uccelli, gli animali, i rettili, i pesci e a mangiarsene, fra loro, la loro carne e a berne il sangue".
de[lla] terra / [e ne]l cielo / del mare: Gz ed Et om.
e i pesci del mare: è un'aggiunta sopralineare in 4QEn a.
[6] Gz (ed Et; ma il testo etiopico si può tradurre altrimenti: cfr. nota alla traduzione): "Allora la terra accusò gli empi"; Sn om.
(di tutto) quel che vi si perpetrava: Gz ed Et om.
fine note.
VIII.
[1] 'Asa'e[l] in[se]gnò [agli uomi]ni [a] fabbricare spade
di ferro e cora[zze di] bron[zo] ...
loro i [metalli, e come] lavor[a]re [l']o[ro per] fa[r]ne degli oggetti (d'uso),
e (li istruì) riguardo al(le proprietà del)l'argento per farne
dei braccialetti... per ...
(li istruì) su(lle proprietà de)llo stibio e de[ll']antimonio...
note:
[1] Gz: "Azaele insegnò agli uomini a fare spade, armi, scudi e corazze scienza degli angeli , e fece loro conoscere i metalli e la loro lavorazione (thn ergasian autwn); braccialetti, ornamenti, stibio e belletto per le palpebre e ogni genere di pietre preziose e le tinture". Sn rispecchia più di Gz l'andamento parafrastico dell'originale: "Per primo Azaele - il decimo capo insegnò a far spade e corazze e ogni arma da guerra; e (insegnò inoltre) come si lavorano i metalli della terra e l'oro, per farne degli ornamenti per le donne, e (come si lavora) l'argento (kai ta metalla teV ghV kai to crusion, pwV ergaswntai kai poihswsin auta kosmia taiV gunaixi, kai ton arguron). Fece loro conoscere anche (l'arte) di truccarsi e d'imbellettarsi (kai to stilbein kai to kallwpizein), le pietre preziose e le tinture". Et: "E Azazel insegnò agli uomini a far spade, coltello, scudo, corazza da petto e mostrò loro quel che, dopo di loro e in seguito al loro modo di agire sarebbe avvenuto: braccialetti, ornamenti, tingere ed abbellir le ciglia, pietre, più di tutte le pietre, preziose e scelte, tutte le tinture e (gli mostrò anche) il cambiamento del mondo".
i [metalli]: letter. "ciù che si [scava]".
[come] lavor[a]re [l']o[ro per] fa[r]ne: aggiunta sopralineare.
[per] fa[r]ne degli oggetti (d'uso): letter. "[per] rend[er]lo adatto (all'uso)".
e riguardo: aggiunta sopralineare.
per farne (2°): aggiunta sopralineare.
fine testo.
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Re: FRAMMENTI ARAMAICI DI ENOC...
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Reply #4 on:
December 06, 2008, 21:03:47 »
4QEn a 1 IV Enoc, VIII, 3 IX, 3. 6 8
(4QEn b 1 III Enoc, VIII, 2 IX, 4)
SOMMARIO La "scienza" degli angeli corrompe l'umanità. Le grida degli uomini che muoiono giungono fino al cielo. Spargimento di sangue e violenza: ecco lo spettacolo che si offre agli occhi dei quattro arcangeli Michele, Sariele, Raffaele e Gabriele. Appello ai Santi e a Dio.
VIII.
[2]... [ed eran]o inso[lenti]...
[3] Semihazah insegnò (a far) gli incantesimi... [Hermoni in]segnò a [sciogli]er gli incantesimi, la [ma]gia, la stregoneria e i sortileg
... insegnò...
[Kokab'el in]segnò (a interpretare) i segni delle stelle; Zeq'e[l]... [Ar']taqoph insegnò (a interpretare) i segn[i della] terra; [Sam]si'el insegnò (a interpretare) i segni de[l] sol[e; Sahari'el i segni della] lun[a]. E tutti quanti presero a rivelare segreti alle loro mogli.
[4] E poiché pa[rte degli uomini] periva sulla terra, la voce salì al [cie]lo.
note:
[2] [ed eran]o inso[lenti]: [whww]' ph[zyn]. Tradotto con "fornicarono" nel manoscritto di Gizeh ("E vi fu... molto fornicare" in Et), omesso invece, da Sincello. Le due nozioni sono giustapposte in Gen. Rabbah (riferito a Gen., XLIX, 4 [seconda redazione]): "fosti insolente, peccasti, fornicasti".
[3] Gz: "Semiazas insegnò (a praticar) gli incantesimi e a coglier (le) radici; Armaros (insegnò) a scioglier gli incantesimi; Barakiel (insegnò) l'astrologia; Chochiel insegnò a trarre auspici (ta shmeiwtika); Sathiel (insegnò) a scrutare gli astri (asteroskopian); Seriel le fasi lunari". Et oltre a rispecchiare la formulazione del greco (= Gz), interrompe l'elenco degli angeli allo stesso punto: "Amezarak istruì tutti gli incantatori ed i tagliatori di radici. Armaros (insegnò) la soluzione degli incantesimi. Baraqal (istruì) gli astrologi. Kobabel (insegnò) i segni [degli astri]; Temel insegnò l'astrologia e Asradel insegnò il corso della luna". Ecco come suona invece il testo di Sincello: "Inoltre il loro capo supremo, Semiazas, insegnò (a far) gli incantesimi (orgaV kata tou nooV) e (a coglier) le radici delle piante della terra. L'undicesimo, Pharmaros, insegnò filtri, incantesimi, sortilegi (jarmakeiaV, epaoidiaV, sojiaV) e (formule) per scioglier gli incantesimi; il primo insegnò l'astronomia; il quarto insegnò l'astrologia; l'ottavo insegnò la divinazione; il terzo insegnò (a interpretare) i segni della terra; il settimo insegnò (a interpretare) i segni del sole; il ventesimo insegnò (a interpretare) i segni della luna. Tutti questi incominciarono a svelare i misteri alle loro mogli e ai loro figli...". Nonostante la tendenza ora a parafrasare ora a epitomare, la versione di Sincello si rivela per certi aspetti più fedele all'originale aramaico del testo greco di Gizeh (e dell'etiopico). In alcuni casi viene addirittura mantenuta inalterata la struttura che la frase ha in aramaico. A parte, infatti, la sostituzione dei nomi dei singoli angeli con numerali ordinali, ricorre la stessa formula: "... insegnò (a interpretare) i segni...". Mentre nell'originale l'etimologia del nome degli angeli illustra la funzione svolta da ciascun angelo, nelle versioni tale nesso è andato perduto.
[Hermoni]... sortileg
: sono enunciate alcune forme di "magia", già condannate da Deut., XVIII, 10 12.
Zeq'e[l]: così 4QEn a; Zeqi'el in 4QEn c.
[Sam]si'el... sol[e]: con Sn; Gz ed Et om.
[Ar']taqoph... terra: con Sn; Gz ed Et om.
E tutti quanti... mogli: particolare che ci è stato tramandato solo da Sincello, Gz ed Et om.
[4] Gz: "Allora il grido degli uomini che perivano salì al cielo"; Et: "E, per la perdita degli uomini, (gli uomini) gridarono e la loro voce giunse in cielo". A questo punto Sincello rielabora il testo originale. Dopo essersi richiamato, alla fine del vs. 3, a Enoc, VII, 4 (secondo la versione di Gz e di Et), prosegue così: "e gli uomini (per parte loro) incominciarono a venir meno sulla terra. Tutti gli altri (Sn2: gli uomini) levarono grida al cielo lamentando la loro miseria (Sn2 om.) e insistendo perché fossero ricordati al Signore (Sn2: "Portate la nostra causa davanti all'Altissimo, e la nostra sciagura davanti alla grande Gloria, davanti al Signore che è più grande di tutti i signori").
fine note.
IX.
[1]... Micha'el e Sari'e[l e] Rapha'el e Gabri['el] scrutarono con ansia dal santuari[o del cielo... e vider]o molto sangue sparso
ulla terra, e [tutta la terra] era piena di mal[vagità e] di violenza, ché vi [si] peccava...
[2] E i quattro arcangeli [si] dissero: "Mentre i fi[gli] de[lla] ter[ra] pe[risc]ono, la voce e il gr[ido salg]ono fino alle porte de[l] cielo.
[3] [E dissero ai San]ti de[l] cie[lo: "E' a voi...] che indirizzano i loro lamenti [le] anim[e] (degli uomini) e di[cono]...
[4]... [Ra]pha'el e Micha['el]... "[Tu sei] il nostro grande Signore, [se]i il Signore dell'eternità...
[e] il tuo venerando [trono] (è destinato a durare) per tutte le generazioni delle generazioni che sono da[ll']eternità...
note:
[1] Gz riporta un testo più breve: "Allora, chinatisi a guardare, Michele, Uriele, Raffaele e Gabriele dal cielo videro che sulla terra si spargeva molto sangue", Sn è più aderente all'aramaico: "E i quattro grandi arcangeli, Michele, Uriele, Raffaele e Gabriele udirono e si chinarono a guardare sulla terra dal santuario del cielo. [2] E visto che sulla terra era stata sparsa gran quantità di sangue e che vi si era perpetrata (Sn2: vi si perpetrava) ogni sorta d'empietà e d'illegalità (Sn2: d'illegalità e d'empietà)...". Et presenta un testo più ampio di Gz, ma sempre più breve dell'aramaico: "Allora Michele, Gabriele, Suriele e Uriele guardarono dal cielo e videro il molto sangue che scorreva sulla terra e tutta l'iniquità che si faceva sulla terra".
Micha'el... Gabri['el]: Gz e Sn annoverano Uriel(e), e non Sariel(e), fra i quattro arcangeli. L'etiopico, invece di Sari'e[l] e Rapha'el, ha Suriele (sic!) e Uriele.
dal santuari
: con Sn; Gz ed Et om.
e [tutta la terra]... ché vi [si] peccava: Gz om. tutto il periodo; Sn riflette più da vicino l'andamento dell'aramaico; Et tralascia uno dei due sinonimi.
[2] Gz: "E si dissero l'un l'altro: "La voce di quelli che gridano sulla terra (sale) fino alle porte del cielo""; Sn parafrasa: "(IX, 3) Una volta che furono rientrati, si dissero l'un l'altro: "Gli spiriti e le anime degli uomini fra gemiti e lacrime continuano a supplicare e a ripetere...""; Et: "E si dissero fra loro: "La terra, nuda, ha gridato la voce dei loro clamori fino alla porta del cielo"" (cfr. nota alla traduzione).
Mentre... pe[risc]ono: letter. "nelle ro[vin]e dei fi[gli] de[lla] ter[ra] ". In Gz, Sn ed Et è stato omesso.
i fi[gli] de[lla] ter[ra]: "fi[gli]" è un'aggiunta sopralineare.
[3] Gz: "Le anime degli uomini supplicano dicendo: "Portate la nostra causa davanti all'Altissimo""; Sn: "...Portate la nostra causa (Sn2: petizione) davanti all'Altissimo, e la nostra sciagura davanti alla Grande Gloria, davanti al Signore più grande di tutti i signori". Et: "Ed ora, dunque, o Santi del cielo, le anime degli uomini vi implorano dicendo: "Portate il nostro caso innanzi all'Altissimo"". Soltanto in Et si fa menzione dei "Santi del cielo".
[4] Gz: "E si rivolsero al Signore: "Tu sei il Signore dei Signori e il Dio degli dèi e il Re dei secoli; il trono della Tua Gloria [calco semitico] (è destinato a durare) per tutte le generazioni dell'eternità...""; Sn: "E (Sn2 +: fattiglisi presso, i quattro arcangeli) si rivolsero al Signore dei secoli (Sn2 om.): "Tu sei il Dio degli dèi e il Signore dei signori e il re di quanti governano e il Dio dei secoli (Sn2: degli uomini) e il trono della Tua Gloria (è destinato a durare) per tutte le generazioni dei secoli (Sn2: dell'eternità)...""; Et: "E dissero al loro Signore, al Re: "Poiché (sei) Signore dei signori, Re dei re, Dio degli dèi, poiché il trono della Tua gloria [a, b ( 2 mss.) 'Sua gloria'] è eterno..."". In Gz, Sn ed Et manca qualunque accenno a [Ra]pha'el e a Micha['el].
il tuo venerando [trono]: letter. "il [trono] del tuo onore".
per tutte le generazioni: "per tutte" è un'aggiunta sopralineare.
fine note.
4QEn b 1 IV Enoc, X, 8 12
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Re: FRAMMENTI ARAMAICI DI ENOC...
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Reply #5 on:
December 06, 2008, 21:07:31 »
SOMMARIO Annientamento dei Giganti e condanna dei Vigilanti.
X.
[8]... [le iniqu]ità.
[9]... [disse] il [Sig]nore: "V[a']... [i figl]i dei Vigilanti... [e in] una guerra mortale (letter.: di distruzione)... [e vita] lun[ga]_
[10] [E] ne[ssuna] pre[ghiera]... [di v]iv[ere] una vit[a]...
[11]... [e] fa' sape[re] a Sem[ihaza]' e a tu[tti i su]oi [compagni] che si sono uniti a[lle donne]...
[12]... periranno i loro figli ed (essi) ve[dranno la rovin]a
... [incatenali per] settanta gener[azioni nei burroni (Gz, Sn) / sotto le colline (Et) del]la terra fino al grande giorno...
note:
[9] [e in] una guerra mortale: con Gz: "E il Signore disse a Gabriele: "Va' dai mamzerim (= bastardi), dagli illegittimi e dai figli della fornicazione, e distruggi i figli dei Vigilanti in mezzo agli uomini; mandali in una guerra mortale (en polemw apwleiaV)"". Endiadi in Sn: "in guerra e rovina (en polemw kai en apwleia)". Et tralascia il motivo della "guerra": "E il Signore disse a Gabriele: "Va' contro i bastardi e i reprobi e contro i figli di meretrice! Distruggi, di fra gli uomini, i figli di meretrice e i figli degli angeli Vigilanti! Falli uscire e mandali l'uno contro l'altro! Essi stessi, poiché non hanno lunghezza di tempo, periranno per scambievole uccisione"".
[11] [e] fa' sape[re] a Sem[ihaza]': [w]'wd['] con Gz (ed Et); Sn: "incatena Semiaza". Tuttavia w'wd' potrebbe anche essere letto wywd' e in ogni caso si tratta di un frammento d'"incerta identificazione e collocazione", come altri frammenti che compongono questo brano (MILIK, The Books of Enoch... cit., p. 176). La grafia Semihaza' si alterna con Semihazah (Ena 1 III Enoc, VI, 7; Ena 1 IV Enoc, VIII, 3; 4QEn Ga
.
e a tu[tti i su]oi [compagni]: Gz (e Sn): "e agli altri che con lui..."; così anche Et.
[12]... periranno... [rovin]a: con Gz, Sn (ed Et): "e quando i loro figli (Et + tutti) si saranno scannati ed essi avranno visto la rovina dei loro (Gz om. loro) cari...".
fino al grande giorno: Gz, Sn ed Et om. "grande": "fino al giorno del loro giudizio...". Ma cfr. Ep. Giuda, 6: "... gli angeli che non hanno saputo conservare la loro autorità, ma hanno abbandonato la propria dimora, li ha serbati per il giudizio del grande giorno, (legati) da catene eterne nella tenebra".
fine note.
4QEn c I V Enoc, X, 13 19 e XII, 3
SOMMARIO Dopo il "giudizio" si profila la felicità dell'era messianica.
X.
[13]... [e al]la [tribo]lazione... e a... [et]erna.
[14] E chiunque è conda[nnato]... le [lo]ro [generazioni], e al tempo... giudicherò, periranno per tut[ti]...
[16] E recidi l'iniquità da... la [p]ianta della verità (o: della giustizia) e sar[à]...
[17]... [i giu]sti scamperanno e saranno... [migli]aia. E tutti i giorni... [e] della vostra vecchiaia sara[nno ricolmi] di pace.
[18]... con giustizia, e dappertutto saranno pian[tati] benedizione.
[19] E tutti gli alberi... vi sarà piantata... [mi]lle...
note:
[13]... [e al]la [tribo]lazione... [et]erna: lett. [del]l'[et]ernità. Gz (e Sn): "Allora saranno condotti nell'abisso di (del) fuoco, e al supplizio, e nella prigione della reclusione eterna"; Et: "E, allora, li porteranno nell'inferno di fuoco e saranno chiusi, per l'eternità, in tormenti e in carcere".
[14] E chiunque è conda[nnato]: wkwl dy hr[yr], con Sincello (kai oV an katakriJh). Gz: "E qualora venga bruciato..."; Et: "E quando (Semeyaza?) brucerà...". Ma hrr significa bruciare. Sul valore di "procedere legalmente" cfr. MILIK, The Books of Enoch... cit., p. 190.
e al tempo... per tut[ti]: Gz (Sn) ed Et om. Si distingue qui tra un giudizio temporaneo e il giudizio finale.
[16] la [p]ianta della verità: [n]sbt qwst. La nozione di qswt è sdoppiata in Gz (ed Et): "e appaia la pianta della giustizia e della verità", che si giustifica col valore anfibologico di qswt.
e sar[à].. a lacuna in Gz; Et: "e le azioni saranno (rivolte) al bene...".
[17] e saranno... [migli]aia: Gz: "E ora tutti i giusti scamperanno e vivranno (costr. perifr.: saranno viventi) fino a generare delle migliaia..."; Et: "Ed allora tutti i giusti lauderanno (il Signore) [a "fuggiranno"] e saranno vivi fino a che genereranno mille (= per mille generazioni)". Ma p e y di ['l]pyn sono d'incerta lettura.
E tutti i giorni... [e] della vostra vecchiaia: Gz riporta una lezione erronea: "e tutti i giorni della loro giovinezza, e i loro sabati"; così anche Et. Il riscontro sul testo aramaico conferma la bontà della tesi di J. WELLHAUSEN, Skizzen und Vorarbeiten, VI, Berlin, 1899, pp. 241, nota 1, e 260, che aveva supposto che sebatehon fosse stato confuso con sabbatehon.
[18] e dappertutto saranno pian[tati]: letter. "e tutta quanta (scil.: la terra) sarà pian [tata]". Et ricalca Ar: "e sarà tutta quanta piantata di alberi"; Gz: "e un albero (sic!) sarà piantato in essa".
[19] vi sarà piantata: Et: "... e la vite piantatavi sopra"; Gz: "... e la vigna che pianteranno".
... [mi]lle...: Et: "E (di) tutto il seme che vi sarà seminato, una misura ne darà mille"; Gz è lacunoso: "per ciascuna misura di seme (ne) produrrà...".
fine note.
XII.
[3]... [ed] ecco (che) il V
gilante...
note:
[3] ecco (che) il V
gilante: Gz ed Et al pl.
fine note.
4QEn c I VI Enoc, XIII, 6 XIV, 16
4QEn b I VI Enoc, XIV, 4 6
SOMMARIO Incaricato dai Vigilanti di farsi portavoce delle loro istanze, Enoc apprende da visioni notturne l'inesorabilità della loro condanna. Trasportato durante una visione attraverso il cielo, giunge a un palazzo costruito con blocchi di grandine e circondato da lingue di fuoco, dal quale si accede a un secondo palazzo, più grande e più maestoso del primo, che alberga il trono di Dio.
Il testo aramaico presenta alcune aggiunte che non si riscontrano né in greco né in etiopico.
XIII.
[6]... con... le loro [suppli]che per tutte le loro a[nime], per ciascuna [delle loro opere]...
[7] E [prose]gui
... [Hermon]im, cioè ad oc[cidente di esso]... le lo[ro] suppliche...
[8]... finch[é levai] le palpebre dei miei occhi alle porte de[l] pa[lazzo]... e in una visione vidi la collera pu[nitrice]...
[9]... su (contro) di loro e tutti quanti erano riuniti insieme e sedevano e pian[gevano]...
[10] E comunicai loro ogni... con le parole della verità, apprese nella visione, e rimproveravo i Vigilanti de[l] ciel
...
note:
[6] con... per tutte le loro a[nime]: Gz: "Allora redassi il testo della loro petizione e (vi annotai) le suppliche per i loro spiriti..."; Et: "... e la loro richiesta di grazia per la loro anima...".
per ciascuna [delle loro opere]: con Et; Gz om.
[7] E [prose]gui
: Gz: "ed essendo andato"; Et: "Io me ne andai...".
[Hermon]im, cioè ad oc[cidente di esso]: Gz: "... mi sedetti presso le acque di Dan, nella terra di Dan, che è sita a sud ovest di Ermonim"; Et: "... a destra della regione occidentale di Armon".
le lo[ro] suppliche: con Gz: "leggevo il testo (il memoriale) delle loro suppliche"; Et al sing.: "... della loro preghiera".
[8]... finch[è]... alle porte de[l] pa[lazzo]: Gz ed Et om.
e in una visione vidi la collera pu[nitrice]: letter.: "e vidi una visione della collera del ca[stigo]". Gz ed Et omettono uno dei due termini: Gz: "ed ebbi (letter.: vidi) visioni (pl.) di collera"; Et: "ed ebbi la visione del castigo divino".
[10] E comunicai: om. Gz.
apprese nella visione: letter.: "e di (della) visione". Gz ed Et om.
fine note.
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Re: FRAMMENTI ARAMAICI DI ENOC...
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Reply #6 on:
December 06, 2008, 21:13:35 »
Abbreviazioni e sigle del Milik.
Gz: testo greco del manoscritto di Gizeh;
Sn (Sn1, 2): testo greco di Sincello (doppia recensione, dove esiste);
CsMc: testo greco del manoscritto di proprietà dell'Università di Michigan e della collezione Chester Beatty;
Et: testo etiopico (riportato secondo la traduzione del Fusella);
1QS: Regola della Comunità (Serek);
1QH: Inni di Qumran (Hodayot);
4QEn Ga: prima copia del Libro dei Giganti scoperto a Qumran.
Gen. ap.: Apocrifo della Genesi.
Riportiamo soltanto la traduzione dei testi più significativi e relativamente meno danneggiati usando la segnatura del Milik (con l'indicazione della grotta di provenienza (4Q), del manoscritto (a, b, c...), del foglio (1, 2...), della colonna (I, II, III...), ma tralasciando le righe). A differenza di come ha proceduto l'editore, quando lo stesso brano è attestato più volte, la traduzione che ne diamo (e dunque il testo restituito) è il risultato della collazione dei frammenti dei singoli manoscritti.
Il testo greco è quello dell'edizione del Black.
note:
1. Cfr. E. ULLENDORF, AN Aramaic "Vorlage" of the Ethiopic Text of Enoch, Atti del Convegno Internazionale di Studi Etiopici, Roma (Accademia dei Lincei), 1960, pp. 259 267 (rist. in Is Biblical Hebrew a Language?, Wiesbaden, 1977, pp. 172 180), che tuttavia non esclude che, almeno in alcune parti, sia stata utilizzata la versione greca.
2. In ogni caso non bisognerà dimenticare, come si è visto dal confronto tra il testo di Sincello e quello del manoscritto di Gizeh, che la tradizione greca non si presenta come unitaria.
fine note.
NOTA BIBLIOGRAFICA
Testi.
R. H. CHARLES, The Ethiopic Version of the Book of Enoch, ed. from twenty three Mss. together with the Fragmentary Greek and Latin Versions, Oxford, 1906.
D. BARTHÉLEMY e J. T. MILIK, Discoveries in the Juduean Desert 1, Oxford, 1955, pp. 84 86.152 (tav. XVI).
M. BLACK, Apocalypsis Henochi Graece, ed...., ["Pseudepigrapha V. T. Graece", III, 1], Leiden, 1970.
J. T. MILIK, Fragments grecs du livre d'Hénoch (P. Oxy. XVII 2069), in "Chronique d'Égypte", XLVI (1971), pp. 321 343.
ID., The Books of Enoch. Aramaic Fragments of Qumran Cave 4, con la collaborazione di M. Black, Oxford, 1976.
Traduzioni.
F. MARTIN, Le Livre d'Hénoch, Paris, 1906 (in calce viene riportata la traduzione del testo greco).
R. H. CHARLES, The Apocrypha and Pseudepigrapha of the O. T., II, Pseudepigrapha, Oxford, 1913, pp. 163 281.
Introduzioni e Studi.
J. T. MILIK, The Dead Sea Scroll Fragments of the Book of Enoch, in "Biblica", 32 (1951), pp. 393 400.
ID., Hénoch au Pays des Aromates (ch. XXVII à XXXII). Fragments araméens de la grotte 4 de Qumran (Pl. 1), in "Revue Biblique", 65 (1958), pp. 70 77
J. A. FITZMYER, The Genesis Apocryphon of Qumran Cave 1, ["Biblica et Orientalia", 18], Rome, 1966.
A. M. DENIS, Introduction aux Pseudépigraphes Grecs d'Ancien Testament, ["Studia in Veteris Testamenti Pseudepigrapha", I], Leiden, 1970, pp. 15 30.
J. T. MILIK, Problèmes de la littérature hénochique à la lumière des fragments araméens de Qumran, in "Harvard Theological Review", 64 (1971), pp. 333 378.
ID., Turfan et Qumran, Livre des Géants juif et manichéen, in Tradition und Glaube (Festgabe K. G. Kuhn), Gottingen, 1971, pp. 117 127 (tav. I).
J. FITZMYER, Implications of the New Enoch Literature from Qumran, in "Theological Studies", 38 (1977), pp. 332 345.
E. ULLENDORFF, An Aramaic Vorlage of the Ethiopic text of Enoch, in Is Biblical Hebrew a Language? Studies in Semitic Languages and Civilizations, Wiesbaden, 1977, pp. 172 180 (si tratta della reimpressione di un lavoro presentato all'Accademia Nazionale dei Lincei nel 1959).
J. BARR, Aramaic Greek Notes on the Book of Enoch (I), in "Journal of Semitic Studies", 23 (1978), pp. 184 198.
ID., Aramaic Greek Notes on the Book of Enoch (II), in "Journal of Semitic Studies", 24 (1979), pp. 179 192.
M. SOKOLOFF, Notes on the Aramaic Fragments of Enoch from Qumran Cave 4, in "Maarav", I (1978 1979), pp. 197 224.
FRAMMENTI DELL'INTRODUZIONE
(= Enoc, I V).
4QEn c 1 I Enoc, I, 9 V, 1
4QEn a 1 II Enoc, II, 1 V, 6
SOMMARIO Dal prologo: preannuncio del giudizio finale. Ordine del creato cui fa da contrappunto l'anarchia dell'uomo (o dei Vigilanti?). Maledizione dei peccatori.
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Re: FRAMMENTI ARAMAICI DI ENOC...
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Reply #7 on:
December 06, 2008, 21:14:52 »
I.
[9] [... le miriad]i dei Su[oi] Santi...
[... ogni ca]rne a causa delle azion[i...]
[... parole] gravi e dure...
note:
[9] [... le miriad]i dei Su[oi] Santi...: Gz: "Quando viene con le Sue miriadi e con i Suoi Santi, per far giustizia di tutti, annienterà tutti gli empi e rimprovererà a ogni essere vivente (= sarka) tutte le opere empie che hanno commesso, e le parole dure che hanno pronunciato contro di Lui, empi peccatori"; Et: "Ed ecco: Egli è venuto con 10.000 Santi, per far giustizia su loro e distruggerà gli empi e redarguirà tutte le umane creature per tutto quel che gli empi ed i peccatori hanno fatto contro di Lui". Cfr. Giuda, 14 15: "Ecco, il Signore è venuto con le Sue sante miriadi, per far giustizia di tutti e per rimproverare a tutti gli empi tutte le loro opere empie che avevano commesso e tutte le (parole) dure che avevano pronunciato contro di Lui empi peccatori". L'etiopico tralascia l'accenno alle parole "gravi e dure", mentre Gz e l'Epistola di Giuda abbreviano la dizione aramaica.
fine note.
II.
[1] [Considerate] tutta la crea[zione e osserv]ate l'opera de[l] ci[elo]... nelle stazioni delle loro [lu]ci, ché [sor]go[no]...
ciascuno di lo[ro] (scil.: i luminari)... e non vio[lano] il loro ordine.
[2] Guardate la terra e considerate [la total]ità della sua opera: [ni]en[te] muta, e tutto vi appare (sempre uguale).
[3] Guardate i segni [dell'estate...] su di essa (o), e <considerate> i segni dell'inverno: tut[ta] la terra... le nuvole rovesciano la pioggia.
note:
[1] [Considerate] tutta la crea[zione e osserv]ate l'opera de[l] ci[elo]: letter. "[Considerate] tutta l'o[pera]...". Gz: "Osservate tutti i corpi celesti
(letter.: tutte le opere nel cielo), come non mutano la loro orbita (letter.: le loro vie)"; Et: "Ho investigato tutte le operazioni che (si fanno) nel cielo...". Sia Gz sia Et om. uno dei due membri della frase.
nelle stazioni delle loro [lu]ci: Gz: "Osservate tutti i corpi celesti, come non mutano la loro orbita; e i luminari celesti, come sorgono e tramontano tutti nel tempo stabilito, e appaiono nelle costellazioni (dello Zodiaco) (letter.: nelle loro feste), senza violare il proprio ordine"; Et più breve: "Ho investigato tutte le operazioni che (si fanno) nel cielo in qual modo le stelle non modificano il loro cammino nel cielo, come ognuna sorge e tramonta, sistemate ognuna nel proprio tempo e senza trasgredire il proprio ordine".
[2] e considerate [la total]ità della sua opera: letter. "considerate la sua opera, [dalla prima all'u]ltima". Gz: "e considerate le opere che vi avvengono, dal principio alla fine..."; Et: "e ponete mente a quel che si fa su di essa, dal principio alla fine...".
[ni]en[te] muta, e tutto vi appare: Gz: "... come sulla terra non muta niente, ma tutto vi si manifesta opera di Dio", Et: "... come non si modifica ogni azione visibile del Signore".
[3] Guardate i segni...: hzw ldgly (dgl = insegna militare, vessillo, da cui fenomeno atmosferico). Gz ed Et om. "i segni" (ldgly). Gz (ed Et): "Osservate l'estate e l'inverno...", dopodiché il greco presenta una lacuna mentre Et prosegue: "come tutta la terra è piena d'acqua e rugiada e la pioggia si poggia su di essa".
fine note.
III.
Guardate tutti [gli] albe[ri]: a tutti quanti appassiscono [... le foglie], ad eccezione di quattordici alber
, cui restano le foglie [... fin]ché [non siano trascorsi] due o tre anni.
note:
Guardate... appassiscono...: Gz (ed Et [E, F]): "Osservate e vedete...". In greco c'è nuovamente una lacuna, mentre Et continua: "come appaiono tutti gli alberi, come (diventano) secchi, come cadono le loro foglie...".
fine note.
IV.
Osservate i segni... per essi il [sole] scotta e brucia. E voi cercate all'ombra riparo da lui [sul]la [ter]ra che brucia, [e] per la [calura] non riuscite a camminare sulla sabbia o
ul [selciat]o.
V.
[1] [Osservate] tutti quanti gli alberi: su di essi verdi germogliano le fronde e coprono...
una magnificenza.
Lodat[e (Dio) (o: imparat[e]) e] considerate tutte queste opere [... il Dio che] vive in eterno fece tutte queste opere.
[2] Anno [... ma] tutte quante (le Sue opere) fanno la Sua volontà...
[4] Voi invece avete cambiato la vostra opera [... e] la [tra]sgredi[te] (scil.: la Sua volontà). (Parole) gravi e dure nella (o: con la) vostra bocca impura [... di cuo]re! Non ci sarà pace per voi.
[5] Allora maledir[ete] i vostri giorni [e] gli anni...
[e gli ann]i della vostra distruzione si moltiplicheranno nella male[dizione et]er[na... né miseri]cordia...
[6] [... i vos]tri [nomi] (saranno) una maledizione eterna per... e per tutti...
note:
[2] Anno... volontà: Gz si dilunga più di quanto non lasci supporre la lacuna di Ar: "e tutte le cose ch'Egli ha creato per l'eternità si avvicendano sempre uguali, un anno dopo l'altro; e tutte realizzano i propri fini senza cambiar nulla, ma ogni cosa avviene conformemente a quanto è stato stabilito"; Et: "e (come) la Sua opera Gli è davanti per ogni anno futuro e (come) tutte le Sue opere Gli obbediscono e non divertono (dai Suoi ordini) e tutto, invece, vien fatto così come il Signore ha stabilito".
[4] Voi invece avete cambiato la vostra opera [... e] la [tra]sgredi[te] (scil.: la Sua volontà): Gz: "Voi invece non avete perseverato e non avete agito secondo i Suoi comandamenti, ma ve ne siete allontanati..."; Et: "Voi, invece, non avete adempiuto e non siete sottostati all'ordine del Signore, ma (lo) avete trasgredito...". Et appare in questo caso più aderente ad Ar.
[5] [e] gli anni...: Et: "sarete privati degli anni della vostra vita". Così anche Gz, secondo l'emendamento del Dillmann, che ha corretto kata thV zwhV umwn in kai ta eth...
[6] [... i vos]tri [nomi]...: Gz: "Allora i vostri nomi saranno una maledizione eterna per tutti i giusti, e in voi saranno maledetti tutti i maledetti, e tutti i peccatori e gli empi si uniranno a voi (saranno assimilati a voi)"; Et: "E in quel tempo consegnerete la vostra pace [a ( B) "il vostro nome"], in maledizione eterna, a tutti i giusti ed essi, o peccatori, vi malediranno sempre, insieme con gli (altri) peccatori".
fine note.
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Re: FRAMMENTI ARAMAICI DI ENOC...
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Reply #8 on:
December 06, 2008, 21:15:17 »
FRAMMENTI DEL LIBRO DEI VIGILANTI
4QEn a 1 III Enoc, VI, 4 VIII, 1
(4QEn b 1 II Enoc, V, 9 VI, 4 e VI, 7 VIII, 1)
(4QEn c 1 II Enoc, VI, 7)
SOMMARIO Invaghitisi delle figlie degli uomini, gli angeli, i "figli del cielo" (Gen., VI, 1 2.4), scendono sulla terra e si uniscono alle donne che mettono a parte dei loro segreti. Dalla loro unione nascono i giganti, forieri di gravi mali per l'umanità. Prima di por mano all'impresa, i Vigilanti stringono un giuramento di solidarietà sul monte Hermon, che da esso prende nome. Vengono elencati ad uno ad uno i loro capi.
VI.
[1] E avvenne (che) quand[o...]
belle e...
[2]... e si di[ssero]...
[4] E tutti quanti gli dissero: "Giureremo...
[che non] ci ritrarremo, nessuno di noi, da que[sto] piano (e) porteremo a compimento..."
[5]... tutti quanti insieme e si vincolar[ono] dietro minaccia di scomunica...
[6]... [discesero] al tempo di Yared su[lla cima del monte Hermo]n...
[per]ché [v]i avevano giurato e si era[no] vincolat
dietro minaccia di scomunica.
[7] E questi sono i nomi dei [lor]o [capi]:
Semihazah, ch[e... 'Ar'taqo]ph, secondo dopo di lui; Ramt['el], terzo dopo di lui; Kokab'el, quarto dopo di lui... [qui]nto dopo di lui; Ra'm'e[l]... Dani'el, set[timo]... Zeqi'el, ottavo dopo di lui; Baraq'el, nono dopo di lui; 'As(s)a'el, decimo... Hermoni, [un]dicesimo dopo di lui; Matar'el, dodicesim
... 'Anan'el, tredicesimo dopo di lui; Sataw'el, quattordicesimo dopo di lui; Samsi['el, quin]dicesimo dopo di lui; Sahri'el, sedicesimo dopo di lui; Tummi'el, [dicias]settesimo... Turi'el, dic
ottesimo dopo di lui; Yomi['e]l, <dician>novesimo dopo di lui; Yehaddi['el, ve]ntesimo...
[8] Questi sono i capi di di
[e]ci.
note:
[4] E tutti quanti gli dissero: secondo membro della formula ricorrente in aramaico (w'nw w'mrw), ricalcata tal quale da Sincello (e da Et [a ( C, D); b]), e abbreviata in Gz (Et [A, B, E] e siriaco).
nessuno di noi: letter. "[non] tutti noi": lezione riportata solo da Et [a ( D, E)] e tralasciata da tutti gli altri manoscritti etiopici.
[6] [discesero] al tempo di Yared: con Sincello (lacuna in Gz). Il testo etiopico è manifestamente corrotto: "E scesero in Ardis...". In Giub. IV, 15 l'etimologia di Yared viene messa in relazione con la discesa degli angeli: "Yared; perché al suo tempo gli angeli del Signore discesero sulla terra". Cfr. anche ORIGENE, Commentarium in Joannem, VI, 42 (25) (GCS, X, p. 151).
su[lla cima del monte Hermo]n: in greco non è più evidente il nesso tra l'etimologia di Hermon e l'atto del giuramento; in aramaico, invece, c'è assonanza tra Hermon e la radice verbale hrm, che significa "pronunciare il bando, giurare dietro minaccia di scomunica". Tale etimologia (Hermon = anathema) era conosciuta da S. ILARIO, Tractatus in psalmum CXXXII, 6 (CSEL, XXII, p. 689) e dallo PSEUDO GIROLAMO, Breviarium in Psalmos (PL, XXVI, 1294).
[7] Gz: "Ed ecco i nomi dei loro capi: Semiaza<s> questi era il loro capo , Arathak Kimbra, Sammane, Daneiel, Arearos, Semiel, Iomelel, Chochariel, Ezekiel, Batriel, Sathiel, Atriel, Tamiel, Barakiel, Ananthna, Thoniel, Rhamiel, Aseal, Rhakeiel, Turiel". Sincello: "... 1° Semiazas, il loro capo, 2° Atarkuph, 3° Arakiel, 4° Chobabiel, 5° Orammame, 6° Rhamiel, 7° Sampsich, 8° Zakiel, 9° Balkiel, 10° Azalzel, 11° Pharmaros, 12° Amariel,
Anagemas, 14° Thausael, 15° Samiel, 16° Sarinas, 17° Eumiel, 18° Turiel, 19° Iumiel, 20° Sariel". Nelle versioni non soltanto il nome degli angeli è alterato rispetto all'originale aramaico, ma varia altresì il loro numero: venti angeli, indicati rispettivamente con numeri ordinali o lettere dell'alfabeto, si contano in Ar e Sincello, 21 in Gz e 18 in Et (ma 21 in Enoc, LXIX, 2). Anche la loro successione cambia da una recensione all'altra. Per un quadro riassuntivo rimandiamo al MILIK, The Books of Enoch..., cit., pp. 152 segg. Già il MARTIN, op. cit., p. 12, riteneva che 20 fosse il "numero primitivo", come oggi è confermato da Ar.
[8] 4QEn a: "Questi sono i capi (de)i ca[p]i (?) di di[e]ci", dove a (de)i ca[p]i" è un'aggiunta sopralineare. 4QEn b: "Questi [son]o i capi di die[ci]" ([son]o... die[ci]: aggiunta sopralineare). Gz: "Questi sono i loro capi, quelli (preposti a gruppi) di dieci"; Sn om.; Et: "Questi sono i più importanti dei duecento angeli e, con loro, vi erano tutti gli altri" (cfr. nota alla traduzione).
fine note.
VII.
[1] Es[si e] i lo[ro c]api [si presero in moglie] delle donne fra tutte quelle che avevano scelto e cominciarono...
e ad insegnar loro la [mag]ia e [gli] incant[esimi]...
[2] Ed esse rimasero incinte di loro e gen[erarono]...
furono generati sulla terra [come n]ascono...
[3]... [e] divoravano la fatica di tutti i figli degli uomini, senza che essi [riusc]iss[ero] a saziar
...
[4]... concertarono di trucidare gli uomini e...
[5]... contro tutti gli uccelli e le [besti]e de[lla] terra... [e ne]l cielo e i pesci del mare, e a divorare il [loro] corpo... e bevevano [il] sangue.
[6]... [la terra accusò] i malvagi (di tutto) quel che vi si perpetrava...
... a...
note:
[1] Gz: "E presero moglie: si scelsero ciascuno una moglie e incominciarono ad aver rapporti con esse e a contaminarvisi; e insegnarono loro filtri e incantesimi..."; Sn: "Questi e tutti gli altri, nell'anno 1170 del mondo, si presero delle mogli e incominciarono a contaminarsi con esse fino al diluvio... [2] e impararono insieme con le loro mogli filtri e incantesimi". Et: "E si presero, per loro, le mogli ed ognuno se ne scelse una e cominciarono a recarsi da loro. E si unirono con loro ed insegnarono ad esse incantesimi e magie...".
Es[si e] i lo[ro c]api: Gz ed Et om.; Sincello presenta uno sviluppo proprio.
[si presero]... che avevano scelto: ricalca Gen., VI, 2.
[2] Gz: "Ed esse, una volta che ebbero concepito, generarono dei giganti più alti di tremila cubiti"; Sn prosegue indipendentemente: "[1]... e generarono loro tre generazioni: dapprima dei giganti di vaste proporzioni. [2] E i giganti generarono (a loro volta) i Nafelim, e ai Nafelim nacquero gli Eliud. E crebbero in proporzione alla loro statura (kata thn megaleiothta autwn)...". Et: "Ed esse rimasero incinte e generarono giganti la cui statura, per ognuno, era di tremila cubiti".
furono generati sulla terra [come n]ascono: Gz (Sn) ed Et om.
[3 4] Gz: "che divorarono le fatiche degli uomini. Ma come gli uomini non riuscirono più a saziarli, / i giganti si levarono contro di loro e divorarono gli uomini". Sn om. (il brano sembra essere stato ripreso da Sincello alla fine di VIII, 3: "Dopodiché i giganti presero a divorare le carni degli uomini..."). Et: "Costoro mangiarono tutto (il frutto del)la fatica degli uomini fino a non poterli, gli uomini, più sostentare. / E i giganti si voltarono contro di loro per mangiare gli uomini".
concertarono: SOKOLOFF, op. cit., p. 199, legge: "e cominciarono" (wsryw invece di qsryn), come al vs. 5 (cfr. versioni).
[5] Gz: "E si misero a peccare con gli uccelli, le fiere e i rettili e i pesci, e a divorarsi l'un l'altro (!) le carni, e ne bevevano il sangue". Sn om.; Et: "E cominciarono a peccare contro gli uccelli, gli animali, i rettili, i pesci e a mangiarsene, fra loro, la loro carne e a berne il sangue".
de[lla] terra / [e ne]l cielo / del mare: Gz ed Et om.
e i pesci del mare: è un'aggiunta sopralineare in 4QEn a.
[6] Gz (ed Et; ma il testo etiopico si può tradurre altrimenti: cfr. nota alla traduzione): "Allora la terra accusò gli empi"; Sn om.
(di tutto) quel che vi si perpetrava: Gz ed Et om.
fine note.
VIII.
[1] 'Asa'e[l] in[se]gnò [agli uomi]ni [a] fabbricare spade
di ferro e cora[zze di] bron[zo] ...
loro i [metalli, e come] lavor[a]re [l']o[ro per] fa[r]ne degli oggetti (d'uso),
e (li istruì) riguardo al(le proprietà del)l'argento per farne
dei braccialetti... per ...
(li istruì) su(lle proprietà de)llo stibio e de[ll']antimonio...
note:
[1] Gz: "Azaele insegnò agli uomini a fare spade, armi, scudi e corazze scienza degli angeli , e fece loro conoscere i metalli e la loro lavorazione (thn ergasian autwn); braccialetti, ornamenti, stibio e belletto per le palpebre e ogni genere di pietre preziose e le tinture". Sn rispecchia più di Gz l'andamento parafrastico dell'originale: "Per primo Azaele - il decimo capo insegnò a far spade e corazze e ogni arma da guerra; e (insegnò inoltre) come si lavorano i metalli della terra e l'oro, per farne degli ornamenti per le donne, e (come si lavora) l'argento (kai ta metalla teV ghV kai to crusion, pwV ergaswntai kai poihswsin auta kosmia taiV gunaixi, kai ton arguron). Fece loro conoscere anche (l'arte) di truccarsi e d'imbellettarsi (kai to stilbein kai to kallwpizein), le pietre preziose e le tinture". Et: "E Azazel insegnò agli uomini a far spade, coltello, scudo, corazza da petto e mostrò loro quel che, dopo di loro e in seguito al loro modo di agire sarebbe avvenuto: braccialetti, ornamenti, tingere ed abbellir le ciglia, pietre, più di tutte le pietre, preziose e scelte, tutte le tinture e (gli mostrò anche) il cambiamento del mondo".
i [metalli]: letter. "ciù che si [scava]".
[come] lavor[a]re [l']o[ro per] fa[r]ne: aggiunta sopralineare.
[per] fa[r]ne degli oggetti (d'uso): letter. "[per] rend[er]lo adatto (all'uso)".
e riguardo: aggiunta sopralineare.
per farne (2°): aggiunta sopralineare.
fine testo.
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Re: FRAMMENTI ARAMAICI DI ENOC...
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Reply #9 on:
December 06, 2008, 21:15:45 »
4QEn a 1 IV Enoc, VIII, 3 IX, 3. 6 8
(4QEn b 1 III Enoc, VIII, 2 IX, 4)
SOMMARIO La "scienza" degli angeli corrompe l'umanità. Le grida degli uomini che muoiono giungono fino al cielo. Spargimento di sangue e violenza: ecco lo spettacolo che si offre agli occhi dei quattro arcangeli Michele, Sariele, Raffaele e Gabriele. Appello ai Santi e a Dio.
VIII.
[2]... [ed eran]o inso[lenti]...
[3] Semihazah insegnò (a far) gli incantesimi... [Hermoni in]segnò a [sciogli]er gli incantesimi, la [ma]gia, la stregoneria e i sortileg
... insegnò...
[Kokab'el in]segnò (a interpretare) i segni delle stelle; Zeq'e[l]... [Ar']taqoph insegnò (a interpretare) i segn[i della] terra; [Sam]si'el insegnò (a interpretare) i segni de[l] sol[e; Sahari'el i segni della] lun[a]. E tutti quanti presero a rivelare segreti alle loro mogli.
[4] E poiché pa[rte degli uomini] periva sulla terra, la voce salì al [cie]lo.
note:
[2] [ed eran]o inso[lenti]: [whww]' ph[zyn]. Tradotto con "fornicarono" nel manoscritto di Gizeh ("E vi fu... molto fornicare" in Et), omesso invece, da Sincello. Le due nozioni sono giustapposte in Gen. Rabbah (riferito a Gen., XLIX, 4 [seconda redazione]): "fosti insolente, peccasti, fornicasti".
[3] Gz: "Semiazas insegnò (a praticar) gli incantesimi e a coglier (le) radici; Armaros (insegnò) a scioglier gli incantesimi; Barakiel (insegnò) l'astrologia; Chochiel insegnò a trarre auspici (ta shmeiwtika); Sathiel (insegnò) a scrutare gli astri (asteroskopian); Seriel le fasi lunari". Et oltre a rispecchiare la formulazione del greco (= Gz), interrompe l'elenco degli angeli allo stesso punto: "Amezarak istruì tutti gli incantatori ed i tagliatori di radici. Armaros (insegnò) la soluzione degli incantesimi. Baraqal (istruì) gli astrologi. Kobabel (insegnò) i segni [degli astri]; Temel insegnò l'astrologia e Asradel insegnò il corso della luna". Ecco come suona invece il testo di Sincello: "Inoltre il loro capo supremo, Semiazas, insegnò (a far) gli incantesimi (orgaV kata tou nooV) e (a coglier) le radici delle piante della terra. L'undicesimo, Pharmaros, insegnò filtri, incantesimi, sortilegi (jarmakeiaV, epaoidiaV, sojiaV) e (formule) per scioglier gli incantesimi; il primo insegnò l'astronomia; il quarto insegnò l'astrologia; l'ottavo insegnò la divinazione; il terzo insegnò (a interpretare) i segni della terra; il settimo insegnò (a interpretare) i segni del sole; il ventesimo insegnò (a interpretare) i segni della luna. Tutti questi incominciarono a svelare i misteri alle loro mogli e ai loro figli...". Nonostante la tendenza ora a parafrasare ora a epitomare, la versione di Sincello si rivela per certi aspetti più fedele all'originale aramaico del testo greco di Gizeh (e dell'etiopico). In alcuni casi viene addirittura mantenuta inalterata la struttura che la frase ha in aramaico. A parte, infatti, la sostituzione dei nomi dei singoli angeli con numerali ordinali, ricorre la stessa formula: "... insegnò (a interpretare) i segni...". Mentre nell'originale l'etimologia del nome degli angeli illustra la funzione svolta da ciascun angelo, nelle versioni tale nesso è andato perduto.
[Hermoni]... sortileg
: sono enunciate alcune forme di "magia", già condannate da Deut., XVIII, 10 12.
Zeq'e[l]: così 4QEn a; Zeqi'el in 4QEn c.
[Sam]si'el... sol[e]: con Sn; Gz ed Et om.
[Ar']taqoph... terra: con Sn; Gz ed Et om.
E tutti quanti... mogli: particolare che ci è stato tramandato solo da Sincello, Gz ed Et om.
[4] Gz: "Allora il grido degli uomini che perivano salì al cielo"; Et: "E, per la perdita degli uomini, (gli uomini) gridarono e la loro voce giunse in cielo". A questo punto Sincello rielabora il testo originale. Dopo essersi richiamato, alla fine del vs. 3, a Enoc, VII, 4 (secondo la versione di Gz e di Et), prosegue così: "e gli uomini (per parte loro) incominciarono a venir meno sulla terra. Tutti gli altri (Sn2: gli uomini) levarono grida al cielo lamentando la loro miseria (Sn2 om.) e insistendo perché fossero ricordati al Signore (Sn2: "Portate la nostra causa davanti all'Altissimo, e la nostra sciagura davanti alla grande Gloria, davanti al Signore che è più grande di tutti i signori").
fine note.
IX.
[1]... Micha'el e Sari'e[l e] Rapha'el e Gabri['el] scrutarono con ansia dal santuari[o del cielo... e vider]o molto sangue sparso
ulla terra, e [tutta la terra] era piena di mal[vagità e] di violenza, ché vi [si] peccava...
[2] E i quattro arcangeli [si] dissero: "Mentre i fi[gli] de[lla] ter[ra] pe[risc]ono, la voce e il gr[ido salg]ono fino alle porte de[l] cielo.
[3] [E dissero ai San]ti de[l] cie[lo: "E' a voi...] che indirizzano i loro lamenti [le] anim[e] (degli uomini) e di[cono]...
[4]... [Ra]pha'el e Micha['el]... "[Tu sei] il nostro grande Signore, [se]i il Signore dell'eternità...
[e] il tuo venerando [trono] (è destinato a durare) per tutte le generazioni delle generazioni che sono da[ll']eternità...
note:
[1] Gz riporta un testo più breve: "Allora, chinatisi a guardare, Michele, Uriele, Raffaele e Gabriele dal cielo videro che sulla terra si spargeva molto sangue", Sn è più aderente all'aramaico: "E i quattro grandi arcangeli, Michele, Uriele, Raffaele e Gabriele udirono e si chinarono a guardare sulla terra dal santuario del cielo. [2] E visto che sulla terra era stata sparsa gran quantità di sangue e che vi si era perpetrata (Sn2: vi si perpetrava) ogni sorta d'empietà e d'illegalità (Sn2: d'illegalità e d'empietà)...". Et presenta un testo più ampio di Gz, ma sempre più breve dell'aramaico: "Allora Michele, Gabriele, Suriele e Uriele guardarono dal cielo e videro il molto sangue che scorreva sulla terra e tutta l'iniquità che si faceva sulla terra".
Micha'el... Gabri['el]: Gz e Sn annoverano Uriel(e), e non Sariel(e), fra i quattro arcangeli. L'etiopico, invece di Sari'e[l] e Rapha'el, ha Suriele (sic!) e Uriele.
dal santuari
: con Sn; Gz ed Et om.
e [tutta la terra]... ché vi [si] peccava: Gz om. tutto il periodo; Sn riflette più da vicino l'andamento dell'aramaico; Et tralascia uno dei due sinonimi.
[2] Gz: "E si dissero l'un l'altro: "La voce di quelli che gridano sulla terra (sale) fino alle porte del cielo""; Sn parafrasa: "(IX, 3) Una volta che furono rientrati, si dissero l'un l'altro: "Gli spiriti e le anime degli uomini fra gemiti e lacrime continuano a supplicare e a ripetere...""; Et: "E si dissero fra loro: "La terra, nuda, ha gridato la voce dei loro clamori fino alla porta del cielo"" (cfr. nota alla traduzione).
Mentre... pe[risc]ono: letter. "nelle ro[vin]e dei fi[gli] de[lla] ter[ra] ". In Gz, Sn ed Et è stato omesso.
i fi[gli] de[lla] ter[ra]: "fi[gli]" è un'aggiunta sopralineare.
[3] Gz: "Le anime degli uomini supplicano dicendo: "Portate la nostra causa davanti all'Altissimo""; Sn: "...Portate la nostra causa (Sn2: petizione) davanti all'Altissimo, e la nostra sciagura davanti alla Grande Gloria, davanti al Signore più grande di tutti i signori". Et: "Ed ora, dunque, o Santi del cielo, le anime degli uomini vi implorano dicendo: "Portate il nostro caso innanzi all'Altissimo"". Soltanto in Et si fa menzione dei "Santi del cielo".
[4] Gz: "E si rivolsero al Signore: "Tu sei il Signore dei Signori e il Dio degli dèi e il Re dei secoli; il trono della Tua Gloria [calco semitico] (è destinato a durare) per tutte le generazioni dell'eternità...""; Sn: "E (Sn2 +: fattiglisi presso, i quattro arcangeli) si rivolsero al Signore dei secoli (Sn2 om.): "Tu sei il Dio degli dèi e il Signore dei signori e il re di quanti governano e il Dio dei secoli (Sn2: degli uomini) e il trono della Tua Gloria (è destinato a durare) per tutte le generazioni dei secoli (Sn2: dell'eternità)...""; Et: "E dissero al loro Signore, al Re: "Poiché (sei) Signore dei signori, Re dei re, Dio degli dèi, poiché il trono della Tua gloria [a, b ( 2 mss.) 'Sua gloria'] è eterno..."". In Gz, Sn ed Et manca qualunque accenno a [Ra]pha'el e a Micha['el].
il tuo venerando [trono]: letter. "il [trono] del tuo onore".
per tutte le generazioni: "per tutte" è un'aggiunta sopralineare.
fine note.
4QEn b 1 IV Enoc, X, 8 12
SOMMARIO Annientamento dei Giganti e condanna dei Vigilanti.
X.
[8]... [le iniqu]ità.
[9]... [disse] il [Sig]nore: "V[a']... [i figl]i dei Vigilanti... [e in] una guerra mortale (letter.: di distruzione)... [e vita] lun[ga]_
[10] [E] ne[ssuna] pre[ghiera]... [di v]iv[ere] una vit[a]...
[11]... [e] fa' sape[re] a Sem[ihaza]' e a tu[tti i su]oi [compagni] che si sono uniti a[lle donne]...
[12]... periranno i loro figli ed (essi) ve[dranno la rovin]a
... [incatenali per] settanta gener[azioni nei burroni (Gz, Sn) / sotto le colline (Et) del]la terra fino al grande giorno...
note:
[9] [e in] una guerra mortale: con Gz: "E il Signore disse a Gabriele: "Va' dai mamzerim (= bastardi), dagli illegittimi e dai figli della fornicazione, e distruggi i figli dei Vigilanti in mezzo agli uomini; mandali in una guerra mortale (en polemw apwleiaV)"". Endiadi in Sn: "in guerra e rovina (en polemw kai en apwleia)". Et tralascia il motivo della "guerra": "E il Signore disse a Gabriele: "Va' contro i bastardi e i reprobi e contro i figli di meretrice! Distruggi, di fra gli uomini, i figli di meretrice e i figli degli angeli Vigilanti! Falli uscire e mandali l'uno contro l'altro! Essi stessi, poiché non hanno lunghezza di tempo, periranno per scambievole uccisione"".
[11] [e] fa' sape[re] a Sem[ihaza]': [w]'wd['] con Gz (ed Et); Sn: "incatena Semiaza". Tuttavia w'wd' potrebbe anche essere letto wywd' e in ogni caso si tratta di un frammento d'"incerta identificazione e collocazione", come altri frammenti che compongono questo brano (MILIK, The Books of Enoch... cit., p. 176). La grafia Semihaza' si alterna con Semihazah (Ena 1 III Enoc, VI, 7; Ena 1 IV Enoc, VIII, 3; 4QEn Ga
.
e a tu[tti i su]oi [compagni]: Gz (e Sn): "e agli altri che con lui..."; così anche Et.
[12]... periranno... [rovin]a: con Gz, Sn (ed Et): "e quando i loro figli (Et + tutti) si saranno scannati ed essi avranno visto la rovina dei loro (Gz om. loro) cari...".
fino al grande giorno: Gz, Sn ed Et om. "grande": "fino al giorno del loro giudizio...". Ma cfr. Ep. Giuda, 6: "... gli angeli che non hanno saputo conservare la loro autorità, ma hanno abbandonato la propria dimora, li ha serbati per il giudizio del grande giorno, (legati) da catene eterne nella tenebra".
fine note.
4QEn c I V Enoc, X, 13 19 e XII, 3
SOMMARIO Dopo il "giudizio" si profila la felicità dell'era messianica.
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Re: FRAMMENTI ARAMAICI DI ENOC...
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Reply #10 on:
December 06, 2008, 21:16:19 »
X.
[13]... [e al]la [tribo]lazione... e a... [et]erna.
[14] E chiunque è conda[nnato]... le [lo]ro [generazioni], e al tempo... giudicherò, periranno per tut[ti]...
[16] E recidi l'iniquità da... la [p]ianta della verità (o: della giustizia) e sar[à]...
[17]... [i giu]sti scamperanno e saranno... [migli]aia. E tutti i giorni... [e] della vostra vecchiaia sara[nno ricolmi] di pace.
[18]... con giustizia, e dappertutto saranno pian[tati] benedizione.
[19] E tutti gli alberi... vi sarà piantata... [mi]lle...
note:
[13]... [e al]la [tribo]lazione... [et]erna: lett. [del]l'[et]ernità. Gz (e Sn): "Allora saranno condotti nell'abisso di (del) fuoco, e al supplizio, e nella prigione della reclusione eterna"; Et: "E, allora, li porteranno nell'inferno di fuoco e saranno chiusi, per l'eternità, in tormenti e in carcere".
[14] E chiunque è conda[nnato]: wkwl dy hr[yr], con Sincello (kai oV an katakriJh). Gz: "E qualora venga bruciato..."; Et: "E quando (Semeyaza?) brucerà...". Ma hrr significa bruciare. Sul valore di "procedere legalmente" cfr. MILIK, The Books of Enoch... cit., p. 190.
e al tempo... per tut[ti]: Gz (Sn) ed Et om. Si distingue qui tra un giudizio temporaneo e il giudizio finale.
[16] la [p]ianta della verità: [n]sbt qwst. La nozione di qswt è sdoppiata in Gz (ed Et): "e appaia la pianta della giustizia e della verità", che si giustifica col valore anfibologico di qswt.
e sar[à].. a lacuna in Gz; Et: "e le azioni saranno (rivolte) al bene...".
[17] e saranno... [migli]aia: Gz: "E ora tutti i giusti scamperanno e vivranno (costr. perifr.: saranno viventi) fino a generare delle migliaia..."; Et: "Ed allora tutti i giusti lauderanno (il Signore) [a "fuggiranno"] e saranno vivi fino a che genereranno mille (= per mille generazioni)". Ma p e y di ['l]pyn sono d'incerta lettura.
E tutti i giorni... [e] della vostra vecchiaia: Gz riporta una lezione erronea: "e tutti i giorni della loro giovinezza, e i loro sabati"; così anche Et. Il riscontro sul testo aramaico conferma la bontà della tesi di J. WELLHAUSEN, Skizzen und Vorarbeiten, VI, Berlin, 1899, pp. 241, nota 1, e 260, che aveva supposto che sebatehon fosse stato confuso con sabbatehon.
[18] e dappertutto saranno pian[tati]: letter. "e tutta quanta (scil.: la terra) sarà pian [tata]". Et ricalca Ar: "e sarà tutta quanta piantata di alberi"; Gz: "e un albero (sic!) sarà piantato in essa".
[19] vi sarà piantata: Et: "... e la vite piantatavi sopra"; Gz: "... e la vigna che pianteranno".
... [mi]lle...: Et: "E (di) tutto il seme che vi sarà seminato, una misura ne darà mille"; Gz è lacunoso: "per ciascuna misura di seme (ne) produrrà...".
fine note.
XII.
[3]... [ed] ecco (che) il V
gilante...
note:
[3] ecco (che) il V
gilante: Gz ed Et al pl.
fine note.
4QEn c I VI Enoc, XIII, 6 XIV, 16
4QEn b I VI Enoc, XIV, 4 6
SOMMARIO Incaricato dai Vigilanti di farsi portavoce delle loro istanze, Enoc apprende da visioni notturne l'inesorabilità della loro condanna. Trasportato durante una visione attraverso il cielo, giunge a un palazzo costruito con blocchi di grandine e circondato da lingue di fuoco, dal quale si accede a un secondo palazzo, più grande e più maestoso del primo, che alberga il trono di Dio.
Il testo aramaico presenta alcune aggiunte che non si riscontrano né in greco né in etiopico.
XIII.
[6]... con... le loro [suppli]che per tutte le loro a[nime], per ciascuna [delle loro opere]...
[7] E [prose]gui
... [Hermon]im, cioè ad oc[cidente di esso]... le lo[ro] suppliche...
[8]... finch[é levai] le palpebre dei miei occhi alle porte de[l] pa[lazzo]... e in una visione vidi la collera pu[nitrice]...
[9]... su (contro) di loro e tutti quanti erano riuniti insieme e sedevano e pian[gevano]...
[10] E comunicai loro ogni... con le parole della verità, apprese nella visione, e rimproveravo i Vigilanti de[l] ciel
...
note:
[6] con... per tutte le loro a[nime]: Gz: "Allora redassi il testo della loro petizione e (vi annotai) le suppliche per i loro spiriti..."; Et: "... e la loro richiesta di grazia per la loro anima...".
per ciascuna [delle loro opere]: con Et; Gz om.
[7] E [prose]gui
: Gz: "ed essendo andato"; Et: "Io me ne andai...".
[Hermon]im, cioè ad oc[cidente di esso]: Gz: "... mi sedetti presso le acque di Dan, nella terra di Dan, che è sita a sud ovest di Ermonim"; Et: "... a destra della regione occidentale di Armon".
le lo[ro] suppliche: con Gz: "leggevo il testo (il memoriale) delle loro suppliche"; Et al sing.: "... della loro preghiera".
[8]... finch[è]... alle porte de[l] pa[lazzo]: Gz ed Et om.
e in una visione vidi la collera pu[nitrice]: letter.: "e vidi una visione della collera del ca[stigo]". Gz ed Et omettono uno dei due termini: Gz: "ed ebbi (letter.: vidi) visioni (pl.) di collera"; Et: "ed ebbi la visione del castigo divino".
[10] E comunicai: om. Gz.
apprese nella visione: letter.: "e di (della) visione". Gz ed Et om.
fine note.
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Re: FRAMMENTI ARAMAICI DI ENOC...
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Reply #11 on:
December 06, 2008, 21:16:40 »
XIV.
[1] Libro delle parole de[lla] verità... nel sogno che io...
[2]... [ch]e il Grande die[de] ai figli... per par[lare]...
[3]... [le parol]e della sapienza (conoscenza), destinò e fece e creò me per [rimprov]er[are]...
[4] E in una visione mi [fu] rivelato che [la vostra] petizio[ne... e] avrà [luogo il giudi]zio... e con (un) decreto [contro di] voi.
[5] Che d'o[ra in poi non rit]ornerete più e... [è stato] decre[tato d'incatenar]vi per tutti i giorni de[ll']et[ernità].
[6]... che (votati) a[lla] distruzio[ne]... i loro figli, e de
b[eni] dei vo[stri] cari... [e ca]dranno da[vanti a vo]i su [di una spada] mortifera.
[7] Perché la [vo]stra pe[tizione] in [loro] favore... voi continuerete a chiedere e a suppl[icare]... dal documento che io scrissi.
[8]... gridavano a me e lampi (stelle cadenti) e ful[mini]... in alto e mi portarono e mi fec[ero] en
are ne[l cielo]. [9]... [e lingue] di fuoco
circondavano tut[t']intorno... [10]... [finch]é giunsi in prossimità di un gran[de] edificio... [d]i neve (erano) le fondament[a]. [12]... tutte le lor
pareti... [13]... [come] la neve e nessun... [14]... [ero spaven]tato ([tre]mante) e caddi... [15]... più grande di questa e tutta... [16]... [non po]sso descriverv[e]la...
note:
[1] Libro delle parole de[lla] verità: con Gz; Et: "Questo scritto è la parola di giustizia"; Et perde il nesso dello stato costrutto.
nel sogno che io: Gz: "in questa visione"; così anche Et: "in quella visione".
[2] [ch]e... per par[lare]: Gz: "Io vidi durante il sonno quel che ora dico con (la) lingua di carne (e) col fiato della mia bocca, (organi) che il Grande diede agli uomini per comunicare con essi..." Et: "... Io vidi in sonno, quel che ora dico con lingua di carne e col mio spirito: (con) la bocca che il Sommo diede agli uomini perché parlino con essa (e con lo spirito) perché pensino con la mente".
[3] [le parol]e della sapienza: con Et: "Come Egli creò e concesse agli uomini [a ( D) + "ed a me stesso"] di pensare parole di sapienza..."; Gz om.
destinò... per [rimprov]er[are]...: Gz: "che (sogg.) creò e diede per rimproverare i Vigilanti, figli del cielo"; Et: "così creò anche me e mi concesse di rimproverare gli angeli vigilanti, figli del cielo".
[4] E in una visione mi [fu] rivelato: Gz: "e nella mia visione mi fu mostrato"; così anche Et: "e nella mia visione mi è apparso così".
e con (un) decreto [contro di] voi: Gz om.; Et: "che la vostra preghiera non vi gioverà in tutto il tempo dell'eternità e che la condanna (è) definitiva contro voi e che (la vostra preghiera) non vi sarà esaudita".
[5] d'o[ra in poi]: Gz om.; Et: "da ora voi non salirete in cielo, per l'eternità".
per tutti i giorni de[ll']et[ernità]: Gz: "per tutte le generazioni dell'eternità"; Et: "in terra, per l'eternità".
[6] mortifera: letter.: "[di] distruzione". Gz ed Et om.
[7] voi (continuerete) a chiedere e a suppl[icare]: Gz: "voi continuate a piangere e a domandare"; così anche Et: "e voi, piangendo ed implorando".
[8] in alto... ne[l cielo]: Gz: "e mi sollevarono in alto e mi portarono dentro il cielo".
fine note.
4QEn e I XXII Enoc, XXII, 3 7
SOMMARIO Durante il viaggio occidentale, Enoc visita la dimora delle anime in attesa del Giudizio finale *.
XXII.
[3]... [le anim]e di tutti i figli degli uomini.
[4] Ed ecco queste sono le fosse (destinate ad essere) la sede della loro prigione. In questo modo [furono] fatte (e sono destinate a durare) fino al giorno in cui (scil.: le anime) saranno giudicate, vale a dire fino al momento finale d[e]l Grande Giudizio che sarà eseguito su di loro...
[5] Là vidi lo spirito di un uomo morto che si lamentava, [e] il suo lamento saliva fi[no] al cielo, e gridava (senza posa) e pian[g]eva.
[6] [Allora interrogai Rapha'e]l, il Vigilante e il Santo ch[e era con me, e gli domandai:] "Di chi è [questo spirito che si lament]a, [e il cui lamento] in questo mod
..."
[7]
[Ed egli] mi [rispose] di[cendo]...
note:
* In generale il testo aramaico ha un andamento parafrastico rispetto al greco e all'etiopico, e restituisce al vs. 5 la lezione corretta richiesta dal contesto.
[3] [le anim]e di tutti i figli degli uomini: Gz: "... tutte le anime degli uomini"; Et: "... tutte le anime dei figli degli uomini".
[4] Ed ecco... su di loro: Gz: "E queste valli (oi topoi, sott. oi koiloi: cfr. Enoc, XX, 3), (le) fecero per la loro detenzione fino al giorno del loro giudizio, e fino al termine (?) e al tempo stabilito in cui si compirà il Grande Giudizio su di loro"; Et: "E questi luoghi dove le si faranno stare, (li) si son fatti per loro fino al giorno del loro giudizio e fin quando (durerà) il loro tempo. E il tempo sarà grande, fin quando vi sarà, contro di esse, il grande giudizio". Sia Gz sia Et om. "in questo modo" (lkdn). Ma cfr. Gz al vs. precedente: "Proprio a questo (scopo) furono destinate, perché vi si raccogliessero tutte le anime degli uomini".
[5] Là: Gz ed Et om.
vidi... e pian[g]eva: Gz: "Ho visto uomini morti che supplicavano, e la sua (!) voce giungeva fino al cielo e supplicava"; Et: "Ed io vidi gli spiriti dei figli degli uomini morti e la loro voce giungeva fino al cielo e piangeva". Sia Gz sia Et om. "e gridava (senza posa)" (mz'q), e riportano erroneamente il plurale, dove ci vorrebbe il singolare. Al vs. 6, infatti, Enoc interpellerà il suo accompagnatore, l'angelo Raffaele sull'identità dello spirito che innalza così alte grida al cielo, e che si rivelerà essere lo spirito di Abele ucciso da Caino.
[6] il Vigilante e il Santo: binomio ricorrente in Dan., IV, 10. 14. 20; cfr. Gen. ap., II, 1. Gz (ed Et): "l'angelo".
fine note.
4QEn c I XII Enoc, XXX, 1 XXXII, 1
4QEn e I XXVI Enoc, XXVIII, 3 XXIX,
e XXXI, 2 XXXII, 3
SOMMARIO Il viaggio orientale di Enoc: Enoc "nella terra degli aromi".
XXVIII.
[3]... uno
XXIX.
[1]... andai in un [altro] pos[to]... ad [orien]te di [questa] par[te].
[2] [st]ill[anti].
note:
[1]... andai... ad [orien]te di [questa] par[te]: Gz: "Poi di là mi recai in un altro luogo in Babdera (sic!), e mi diressi ad oriente di questo monte"; Et: "E andai in un altro luogo del deserto (e) mi avvicinai ad oriente di questo monte".
fine note.
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Re: FRAMMENTI ARAMAICI DI ENOC...
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Reply #12 on:
December 06, 2008, 21:17:32 »
XXX.
[1] [E po]i mi allontanai di là...
[2] [in c]ui (crescevano) le preziose canne odorose che...
[3]... [vid]i il cinnamomo odoroso... e al di là di [queste] vall
...
note:
[1] [E po]i... di là: letter.: "[e al di l]à di (oltre) essi fui portato lontano". Con Gz: "E oltre (al di là di) questi mi allontanai (wcomhn... makran) verso Oriente..."; Et corrotto: "E al di là di esso, al di là di quelli, sul monte di oriente, non lontano...". L'etiopico sembra aver confuso makran (lontano) con mikran (poco) (col MARTIN, op. cit., p. 72).
[2] [in c]ui... le preziose canne odorose: Gz: "in cui (crescevano) anche alberi che effondevano (cong.) aromi simili al lentisco (sxinw, secondo il CHARLES, op. cit., p. 71; alla canna: scoinw, secondo il MILIK, The Books of Enoch... cit., p. 202)"; Et: "E vidi un bell'albero, ed il suo profumo (era) come di incenso". Si allude alla cannella, sul cui habitat vedasi PLINIO, Nat. Hist., XII, 865 898 (MILIK, Hénoch au Pays... cit., p. 73).
[3]... [vid]i... al di là di [queste] vall
: Gz: "e presso le sponde di questi valloni vidi il cinnamomo odoroso (lett.: degli aromi); e procedendo oltre questi mi diressi ad oriente"; Et: "E verso le estremità di quei burroni vidi (alberi) olezzanti cinnamomo e mi avvicinai, attraverso costoro, verso oriente".
fine note.
XXXI.
[1] [E] mi [furono mostrati] degli altri [mont]i, ed anche in essi vidi degli alberi [da]i quali stillava... [e] il [galbano].
[2] [E al] di là di questi monti mi fu mostrato un monte... [e] tutti gli alberi che [vi] (si trovavano) erano [pi]eni...
e somigliava alla corteccia del n[oce] (a corteccia o guscio di noce).
[3]... e in [questi] alb[eri], stillava da [essi] un [profu]mo odoroso; quando queste cortecce vengono frantumate, e[ssi]...
note:
[1] [e]... alberi: Gz: "E vidi degli altri monti e in essi boschi (sic!) (coperti) di alberi"; Et: "E vidi un alto monte con alberi"; Gz ed Et om. "anche".
[2] [E al] di là... e somigliava alla corteccia del n[oce]: Gz: "E oltre questi monti vidi un altro monte ai confini orientali della terra, e tutti gli alberi (erano) pieni di aloe (stakthV invece di exauthV, secondo l'emendamento proposto dal CHARLES, op. cit., p. 71, n. 14; ma si veda il MILIK, The Books of Enoch... cit., p. 202), a somiglianza delle mandorle"; Et: "E al di là di quel monte vidi un altro monte, e su di esso, alberi di aloe e quegli alberi (erano) pieni di qualcosa simile a mandorle, ma dure". Sia Gz sia Et om. "alla corteccia" (lqlpy).
[3]... stillava... odoroso: Gz ed Et om.
quando... frantumate: così 4QEn c. 4QEn e: "quando la sua corteccia viene frantumata". Gz om. "queste cortecce"; Et diverge: "E quando si prendeva quel frutto".
fine note.
XXXII.
[1] [E al di là] di questi [monti], all'incirca a nord est di essi, mi [furono most]r[ati] degli altri monti, [dove c'era abbondanza di na]rdo prezioso, di mastice, di cardamomo [e di p]epe.
[2] E di là fui condotto [ad ori]ente di tutti questi monti, lontano da essi, verso l'oriente della terra; e passa[i sopr]a [il] m[ar] Rosso, e me ne allontanai molto, e passai sopr[a] (la regione del)le tenebre, lu[n]gi di là, e giunsi nei pressi del Paradiso della giustizia (o: della verità).
note:
[1] [E al di là]... all'incirca a nord est di essi: con Gz (dopo la lacuna all'inizio del vs.): "...a nord est"; Et diverge: "E dopo questi profumi, mentre guardavo a settentrione, sui monti...".
mi [furono most]r[ati]... [p]epe: serie di spezie per lo più originarie dell'India, come testimoniano gli autori antichi. Secondo il MILIK, Hénoch au Pays... cit., p. 74, si allude qui alle catene del Caucaso e dell'Himalaya. Gz: "ho visto sette (sic!) montagne piene di nardo prezioso e di lentisco (scinou, secondo il CHARLES, op. cit., p. 73; scoinou: canna, secondo il MILIK, The Books of Enoch... cit., p. 234) e di cinnamomo e di pepe"; Et: "vidi sette (!) monti pieni di spighe bellissime ed alberi odoriferi, cinnamomo e pepe".
[2] E di là fui condotto [ad ori]ente di tutti questi monti: con Gz: "E di
là mi recai ad oriente () di tutti questi monti"; Et ricalca
il greco fraintendendo però il senso di epi taV arcaV: "E di colà andai
sulla cima di quei monti".
e passa[i sopr]a [il] Ma[r] Rosso: cfr. Gen. ap., XXI, 16 seg.; XXI, 18.
e me ne allontanai molto: con Et: "mi allontanai da esso"; Gz: "e mi
recai alle estremità (della terra)".
e passai sopr[a] (la regione del)le tenebre: corruttela di Gz, passata in
Et: "e di qui (da questo) passai sopra Zotiel(e)", (Et: "e passai sulle spalle
dell'angelo Zutiele"). E probabile che originariamente "tenebre" fossero
state tradotte con zojoV o zojwdhV. Cfr. Giuda, 6.
lu[n]gi di là: Gz ed Et om.
e giunsi nei pressi: lyd. Cfr. Gen. ap. XXI, 15. 16. 17.
fine note.
4QEn c I XIII Enoc, XXXV e XXXVI, 1 4
SOMMARIO Durante il viaggio orientale Enoc esplora le zone del cielo, dove sono site le "porte" da cui sorgono e tramontano i luminari celesti (sole e luna) e le stelle; e dove fuoriescono i venti e le precipitazioni atmosferiche.
XXXV.
... porte ape[rte]... il loro numero... allo[ra]...
note:
... porte ape[rte]... il loro numero: letter.: "i loro numeri" (hsbwnyhwn). Et: "E di là andai verso occidente, ai confini della terra e vidi, colà tre porte aperte [a ( DC), M + "del cielo"] come, per quanto riguardava le porte e l'uscita, avevo visto ad oriente". Cfr. Enoc, LXXII 3. allo[ra]: manca in Et. Già il MARTIN, op. cit., p. 77, aveva notato che "questo capitolo appariva incompleto" nella redazione etiopica.
fine note.
XXXVI.
[1] Di là fui condotto a Sud, ai con[fini della terra]... per il vento del Sud, per la rugiada e la piog[gia]... [2]... mi furono fatte vedere [le loro] tr[e] porte... [3]... [dalle quali e]sc[ono le stelle de]1 ciel
... [4]... allora bene[di]rò...
note:
[1] Di là fui condotto a Sud, ai con[fini della terra]: Et: "E di là andai
verso sud, ai confini della terra".
per il vento del Sud e la piog[gia]: Et: "e li vidi tre porte del cielo,
aperte, e di là usciva l'austro rugiada, pioggia e vento".
[2 3] mi furono fatte vedere [le stelle de]l ciel
: Et: "e li vidi tre
porte del cielo, aperte verso oriente, e, su di esse, porte più piccole. [3] Da
ognuna di quelle piccole porte passavano le stelle del cielo".
fine note.
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Re: FRAMMENTI ARAMAICI DI ENOC...
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Reply #13 on:
December 06, 2008, 21:18:33 »
4QEn e 4 I Enoc, LXXXVIII, 3 LXXXIX, 6
SOMMARIO Dopo la punizione degli angeli "caduti", simboleggiati dalle stelle, viene riassunto in chiave allegorica l'episodio del diluvio.
LXXXVIII.
(3)... (d)i...... le numerose stelle...
... tutte quante (le) (legò) mani e piedi e (le) gettò...
note:
(3)... (d)i...: unica lettera superstite della riga 10 una n.
fine note.
LXXXIX.
(1) (uno de)i (qua)ttro entrò da uno dei tori...
(e) si (co)struì un'arca per abitarvi...
(entraron)o insieme con lui nell'arca e l'arca fu coperta e chiusa...
(2) (stavo (ancora)) guardando, ed ecco sette cateratte riversare...
(3) ed ecco che delle camere furono aperte in mezzo alla terra e cominciarono...
(e) io continuai a guardare finché la terra fu coperta d'acqua.
(4 5)... stavano su di essa (le acque?). / E i tori affondavano e annegavano...
(6) e l'arca galleggiava sull'acqua e tutti i tori... e gli elefanti sprofondarono nell'acqu(a)...
Il passo prosegue in 4QEn e 4 II Enoc, LXXXIX, 7 16 (e 4QEn d 2 I Enoc, LXXXIX, 11 14), entrambi assai lacunosi: cessazione del diluvio e sunto della storia d'Israele fino al tempo della schiavitù in Egitto.
note:
le numerose (s)telle: Et: "le stelle grandi".
tutte quante... gettò: la prigionia dei Vigilanti in attesa del giudizio eterno è descritta in Enoc, X, 12.
(1) (uno de)i (qua)ttro... tori: sulla missione di un inviato celeste a Noè cfr. Enoc, X, 1 3.
un'arca: Et: "una grande arca".
per abitarvi: letter.: "e vi abitò".
(entraron)o: Et legge: "e tre buoi stavano con lui, su quell'arca", mentre l'aramaico presuppone un verbo di moto, in quanto il complemento è retto dalla preposizione l. Così anche Gen., VII, 7 e VII, 16 (secondo il TM e i Targumim).
e l'arca... chiusa: cfr. Gen., VII, 16. In Et uno dei due verbi, che sono sinonimi, è stato tralasciato: "ed essa si era chiusa su di loro".
(2) Et: "Ed io sollevai di nuovo i miei occhi al cielo e vidi un tetto elevato e sette torrenti su di esso, e quei torrenti versavano, in un posto, molta acqua".
(3) Et: "E guardai ancora ed, ecco, le fonti si aprirono sulla terra in quella grande area, e quest'acqua prese a ribollire e a salire sulla terra e non fece vedere (cfr. le varianti riportate nella nota alla traduzione) quell'area finché tutta la terra si coprì d'acqua".
camere: Et: "fonti", come in Gen., VII, 11 e VIII, 2. Si tratta delle "riserve d'acqua sotterranee" (MILIK, The Books of Enoch... cit., p. 240).
e cominciarono: soggetto "le acque". Et sing.
(4) Et: "E, su di essa, aumentò l'acqua, la tenebra e la nebbia ed io osservavo l'altezza di quell'acqua e quell'acqua salì al di sopra di quell'area e scorse sopra l'area e si fermò sulla terra".
(5) Et: "E tutti i buoi che (erano) in quell'area si riunirono fino a che io li vidi affogare, essere inghiottiti e perire in quell'acqua".
(6) e l'arca galleggiava sull'acqua: cfr. Gen., VII, 18.
gli elefanti: richiamano alla mente i giganti (in aramaico rispettivamente pyly' e npyly'). Sulla nascita e il destino degli elefanti cfr. Enoc, LXXXIII, 2; LXXXVI, 4; LXXXVII, 4.
sprofondarono: yrw. (non attestato con valore intransitivo nell'AT).
nell'acqu(a): Et: "nella terra".
fine note.
4QEn e 4 III Enoc, LXXXIX, 26 30
(4QEn d 2 II Enoc, LXXXIX, 29 31)
SOMMARIO Gli Egiziani (= i lupi) vengono travolti dalle acque del Mar Rosso. La peregrinazione nel deserto del Sinai: (le quaglie e la manna), l'acqua sgorgata dalla roccia. Mosè sale sul monte Sinai. La teofania.
LXXXIX.
(26)... l'acqua...
(27)... i (lu)pi che perseguitavano (il) gregge...
(28)... (e) l'acqua li coprì. / E (il) greg(ge)...
(andaron)o in un luogo desolato che (= dove)...
(né erb)a (?) e i loro occhi fu(rono) apert(i)...
li e diede lo(ro) l'acqua (da) b(ere)...
(29)... (s)alì in ci(ma) a un'alta (ru)pe e (il) Sig(nore)...
(e tut)ti (quanti si te)nnero a (distanza).
(30)... (davan)ti al gregge e il suo aspetto era possente e grande e ter(ribile)...
note:
(27) (e) l'acqua li coprì: Et: "ed affogarono".
(28) e i loro occhi fu(rono) apert(i): Et: "e presero ad aprire i loro occhi". (da) b(ere): omesso in Et.
(29) in Gi(ma) a un'alta (ru)pe: Et legge erroneamente: "sulla cima di quella pietra alta". Ma finora il Sinai non era ancora stato menzionato.
(e tut)ti (quanti si te)nnero a (distanza): particolare che manca in Et. Cfr. Esodo, XIX, 17; XX, 18. 21.
(30) possente... ter(ribile): ordine invertito in Et (a ( E)): "grande, terribile e forte". Il secondo gruppo dei manoscritti etiopici (b (+ E)) tralascia "grande".
fine note.
4QEn c 4 Enoc, LXXXIX, 31 37
SOMMARIO Il "gregge", che nella finzione allegorica rappresenta Israele, non resiste alla vista di Yahweh, apparso sul Sinai. Mosè (l'"agnello") sale sul monte Sinai per ricevere le tavole della Legge, mentre Israele cade nell'apostasia. Punizione degli apostati e costruzione del Tabernacolo.
LXXXIX.
(31) E tutte quante avevano pa(u)ra... (davan)ti (a Lui)... che si trovava in mezzo a loro: "Non possiamo rim(an)ere al cospetto...
(32)... (per) la seconda volta e salì in cima a questa rupe e il gregge incominciò a divent(ar) ci(eco)...
(33)... loro e l'agnello non ne sapeva (nulla). / E il Signore del gregge si adirò contro.
... (dalla cima di) questa (rupe) e venne dal gregge e trovò la maggior parte di loro (acciecata)...
(34)... (da)vanti a lui e a desiderare di (rie)ntrare nei loro ovili.
(35) ...(d)al gregge e sgoz(za)rono tutte quelle (pecore) che si erano smarrite e incominciarono a tr(em)are...
questo agnello fece rientrare tutto il gregge che si era smarrito nei pro(pri) ovili...
questo (agnello) si die(de a) rimproverare e ad ammazzare e a tormentare (chiunque) giurasse s(u)...
(36)... questo (a)gnell(o) si trasformò e divenne un uomo e costruì un (il) Ta(bernacolo)...
(37)... questo agn(ello) cu(i)...
note:
(31) Il brano si allaccia direttamente al testo dei frammenti 4QEn e 4 III Enoc, LXXXIX, 26 30 e 4QEn a 2 II Enoc, LXXXIX, 29 31. La prima riga di 40En c 4 coincide, infatti, con l'ultima riga di 4QEn a 2 II, ma i verbi sono invertiti (in 4QEn d sembra di potersi decifrare: "... (tre)mavano e (avevano) paura...").
che si trovava in mezzo a loro: riferito all'agnello Mosè, cui il popolo-gregge si rivolge, perché funga da mediatore con Yahweh. Cfr. Esodo, XX, 8 19.
rim(an)ere: lezione omessa dalla maggior parte dei manoscritti etiopici, tranne che da F e b (3 mss.).
(32) (per) la seconda volta: tralasciato in Et. Si allude a Esodo, XXIV, 12 15.
(33) (dalla cima di) questa (rupe): sembra concordare con alcuni manoscritti etiopici (b (4 mss.)): "dalla cima di questa pietra"; mentre gli altri leggono: "dalla cima della pietra".
(34) a desiderare... ovili: letter.: "ad essere desiderosi...". Accenno al pentimento del gregge. Ovili: Et sing.
(35) Et: "E quella pecora prese con sé altre pecore ed entrò da quelle pecore che avevano sbagliato (la strada) e, di poi, prese ad ucciderle e le pecore temettero della Sua faccia e quella pecora fece tornare quelle che avevano sbagliato ed esse rientrarono nei loro ovili". sgoz(za)rono: la punizione viene eseguita da Mosè e dai Leviti (Esodo, XXXII, 25 28). Et: "e, di poi, prese ad ucciderle", al singolare. questo (agnello) si die(de a) rimproverare... giurasse s(u): frase che non trova riscontro in Et.
(a) rimproverare: (l)bgl('). La radice verbale bgl è attestata in siriaco nel senso di "gridare, riprendere, biasimare" (MILIK, The Books of Enoch... cit., p. 206).
ad ammazzare: (l)bg'(h): hapax. In arabo significa "tagliare con la spada (MILIK, The Books of Enoch... cit., p. 206).
(36) si trasformò: manca in Et.
e divenne un uomo: secondo la versione etiopica, anche il toro Noè aveva subito una metamorfosi prima di costruire l'arca (Enoc, LXXXIX, 1).
fine note.
Ms. Vat. Gr. 1809 Enoc, LXXXIX, 42 49
(4QEn d 2 III Enoc, LXXXIX, 43 44)
SOMMARIO Breve squarcio della storia d'Israele al tempo di Saul: campagne contro gli Ammoniti (= le volpi), gli Amaleciti * (o gli Edomiti) ** (= i cinghiali) e i Filistei (= i cani). Declino di Saul e ascesa di David, unto re (= ariete) da Samuele.
LXXXIX.
(42) E i cani presero a divorare le pecore, e (anche) i cinghiali e le volpi le divoravano, finché il Signore del gregge non suscitò dal gregge un ariete. (43) E quest'ariete cominciò a cozzare e a incalzare con le corna, e colpì ripetutamente le volpi, e dopo di loro i cinghiali; e uccise molti cinghiali. Dopodiché fu la volta dei cani.
(44) E la pecora, cui erano stati aperti gli occhi, vide che l'ariete che si trovava in mezzo alle pecore aveva abbandonato la sua strada e si era messo su di una strada sbagliata.
(45) E il Signore delle pecore mandò quest'agnello da un altro agnello, per costituirlo ariete a capo delle pecore, al posto dell'ariete che aveva abbandonato la sua strada.
(46) E (quest'agnello) si recò da lui e gli parlò in segreto, a tu per tu, e lo elevò al rango di ariete, di capo e guida delle pecore. (47) E i cani durante questi fatti continuavano ad opprimere le pecore. Il primo ariete perseguitava il secondo ariete, sicché (questi) fuggì lontano da lui. E continuai ancora a guardare finché il primo ariete non fu caduto davanti ai cani.
(48) E il secondo ariete, fattosi avanti, si mise alla testa del gregge; (49) e le pecore crebbero e si moltiplicarono. E tutti i cani e le volpi fuggirono davanti a lui e lo temevano.
abbandonato la propria magnificenza e aveva preso a percuotere quelle pecore, le calpestava (con un inserto che manca in greco) e andava senza dignità".
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Re: FRAMMENTI ARAMAICI DI ENOC...
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Reply #14 on:
December 06, 2008, 21:22:57 »
note:
* Secondo il MILIK, The Books of Enoch... cit., p. 225. Cfr. I Samuele, XV, 1 9.
** Secondo il MARTIN, op. cit., p. 213. Cfr. I Samuele, XIV, 47.
(42) Et: "E cani, volpi e porci selvatici presero a mangiare quelle pecore finché sorse un'altra pecora, Signore delle pecore, una di esse (cfr. varianti), un caprone che le conduceva".
(43) con le corna: Ar: bqrnwhy ("con le sue corna") (ma la lettura delle singole lettere è incerta), particolare che manca in Et.
molti cinghiali: con Ar (hzyryn sgy'y(n)), mentre Et riassume così il vs 43: "E questo caprone prese a colpire, di qua e di là, quei cani, cinghiali e porci selvatici fino a che non li fece tutti perire". A giudicare dai due esempi citati, e pur con le necessarie riserve dovute alla lacunosità del testo aramaico, il greco appare, almeno in questo caso, più aderente all'aramaico.
(44) E la pecora: emendiamo il testo, come suggerisce il MILIK, The Books of Enoch... cit., p. 225, sostituendo il singolare al plorale ("e le pecore... videro"), perché si armonizza meglio con il richiamo a Samuele ("questo agnello") del versetto successivo. Così anche in Et. Cfr. I Samuele, XIII, 8 15; XV, 1 35.
e si era messo su di una strada sbagliata: letter.: "e incominciò a camminare in una non via". A differenza di Et, il greco conserva la metafora della "via", per indicare la condotta dell'ariete Saul, che era già presente in aramaico, come si può dedurre da quel poco che resta del vs. 44: b'rh ("in una via"). Ecco come traduce invece Et: "E a quella pecora, si aprirono gli occhi, e vide quel caprone che (era) fra le pecore il quale aveva (45) che aveva abbandonato la sua strada: Et: "che aveva abbandonato la propria magnificenza", come al vs. 44.
(47) E i cani... opprimere le pecore: manca in Et.
(48) del gregge: Et: "le pecore piccole", e subito dopo aggiunge: "e questo caprone generò molte pecore e si addormentò e una piccola pecora divenne caprone al suo posto e divenne giudice e (b (6 mss.) om.) guida di quelle pecore", un brano che logicamente dovrebbe seguire il vs. 49 dove si allude ancora alle imprese di David. Qui, infatti, è già anticipata la morte di David e la successione al trono con Salomone.
(49) Et: "E quelle pecore crebbero e si moltiplicarono e tutti i cani filistei, i cinghiali e i porci selvatici si spaventarono e fuggirono da lui e quel caprone ferì ed uccise tutte le bestie e nulla poterono, poi, quelle bestie in mezzo alle pecore e nulla più rapirono ad esse".
fine note.
FRAMMENTI DELL'EPISTOLA DI ENOC
4QEn g 1 II Enoc, XCI, 10 (?); XCI, 18 19 e XCII, 1 2 *
SOMMARIO Dall'Epistola di Enoc: "esortazioni" e "predizioni" di Enoc.
XCI.
(10)... (la sapienza si lev)erà e cammin(erà)... e a Lui (innalzeranno) una (la) lo(de)... e (la) ter(ra) avrà requie... (per) tutte le generazioni futur(e). (18)... (Vi mostrerò tutte) le vie de(lla) giustizia... perché sappiate quel che (si com)pi(rà). (19)... (scegliete (?) i sentieri del)la giustizia per camminare in essi e... (pe)rché perisce fino all'annientamento totale (chiunque cammina nella via dell'iniquità).
note:
* Il testo aramaico appare più prolisso dell'etiopico.
(10) Et: "Ed il giusto si sveglierà dal sonno e la sapienza sorgerà e sarà data a loro".
(la sapienza si lev)erà e cammin(erà): cfr. Enoc, XCII, 3: "Ed il giusto sorgerà dal sonno, si alzerà e passerà nella via della giustizia...".
(19)... (scegliete (?))... per camminare in essi: Et: "... ed andate sulle vie della giustizia...". L'aramaico presuppone un periodo più lungo che in Et.
(pe)rché perisce fino all'annientamento totale (fino alla completa distruzione): Et: "poiché quelli che vanno per le vie della malvagità saranno distrutti per sempre".
fine note.
XCII.
(1)... scrisse e diede a Mat(usala... e) il più (sag)gio (scil.: Enoc) fra gli uomini e sce(l)t(o) tra i figli...
(scrisse per i figli dei) su(oi) figli (e) per le ultime generazioni (e) per tutti quelli che a(bitano)...
(2)... ("Non si)ate nell'afflizione, vo(i)... (ché il Grande Santo) stabilì (diede) (i tempi per tutto".)
note:
(1) Et: "Questo libro è stato scritto da Enoc, scrittore di tutta questa dottrina di sapienza, lodato da (o: più di) tutti gli uomini, giudice, principe di tutta la terra, per tutti i miei figli che dimorano sulla terra e per le generazioni di dopo che operano la rettitudine e la pace". Non trovano riscontro in Et: "e diede a Mat(usala)"; "il più (sag)gio"; "sce(l)t(o) (ele(t)t(o)) tra i figli". Inoltre Et inverte l'ordine dei membri dell'ultima frase.
(2) Et: "Non si addolori il vostro spirito a causa del tempo, poiché il Grande Santo ha dato il tempo a tutti".
fine note.
4QEn g 1 III Enoc, (XCII, 5) XCIII, 4
SOMMARIO Messo a parte dei segreti celesti, Enoc predice la storia del mondo, che si riassume nel ciclo di "dieci settimane" (Apocalisse delle dieci Settimane).
XCIII.
(1) (... fi)gli miei: "A me, Enoc, fu mostra(to... per) bocca d(e)i Vigilanti e d(e)i Santi io ho appreso tutto...
(tutt)o (ho) let(t)o (e) ho (compreso).
(3) E di nuo(vo) Enoc vaticinò e disse: "I(o...) fu(i generato) per settimo (nella) prima (settimana), e finché io vissi, la verità (o: la giustizia) anco(ra)...
(4)... (sorgerà la) seconda (settimana), in cui fioriranno la menzogna e la violenza...
note:
(2) (per) bocca d(e)i Vigilanti e d(e)i Santi: letter.: "(dalla) parola..."; Et: "dalla voce degli angeli santi". "Vigilante" e "Santo" è chiamato l'angelo che accompagna Enoc in 4QEn e 1 XXII (Enoc, XXII, 6), a p. 695. Cfr. Dan., IV, 10. 14. 20; Gen. ap., II, 1.
tutto... (tutt)o (ho) let(t)o: omesso in Et.
(3) E di nuo(vo) Enoc vaticinò: wt(b) nsb hnwk mtlh (letter.: "E di nuo(vo) Enoc pronunciò la sua parabola"). L'uso del termine "parabola" è, dunque, attestato anche al di fuori del Libro delle Parabole (cfr. anche 4QEn a 1 I l. 2, corrispondente a Enoc, I, 2: "... le sue parabole). Secondo J. JEREMIAS, Le Parabole di Gesù, Brescia, 1967 (= Gottingen, 1965 7), p. 17, n. 23, che più precisamente si riferisce all'uso di mesal nella versione etiopica del Libro delle Parabole, s'intende il "discorso esoterico apocalittico". Et: "E prese, allora, Enoc a parlare dai libri".
(4) (sorgerà)... e la violenza: Et diverge sensibilmente: "E vi sarà, dopo di me, nella seconda settimana, gran cattiveria, l'astuzia germinerà e, in essa, vi sarà il primo compimento e, in essa, si salverà l'uomo...".
fine note.
4QEn g 1 IV Enoc, XCIII, 9 10; XCI, 11-17
SOMMARIO Squarcio dell'Apocalisse delle Settimane. Le ultime "settimane" della storia del mondo: la vendetta e il trionfo dei giusti sui peccatori; la ricostruzione del Tempio e il giudizio finale. Una nuova era viene inaugurata.
La successione dei versetti in aramaico conferma l'ordine generalmente congetturato dagli editori del testo etiopico. I vv. XCIII 9 10 precedono, infatti, i vss. XCI, 11 segg.
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Re: FRAMMENTI ARAMAICI DI ENOC...
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Reply #15 on:
December 06, 2008, 21:24:25 »
XCIII.
(9)... le sue (opere)
ne(ll')apo(stasia).
(10)... dalla pi(anta) della verità eter(na sa)ranno scelti degli e(lett)i come testimoni veraci, c(ui) sarà da(ta) sette volte sapienza e intelligenza (o: conoscenza)...
note:
(10) dalla pi(anta) della verità eter(na): letter.: "dalla pi(anta) della verità dell'etern(ità)"; metafora che richiama 1QS, VIII, 5: "il consiglio della comunità sarà fondato sulla verità qual pianta eterna...". Allusione alla "pianta della verità" in 1QH, VIII, 10 e alla "pianta dell'eternità" in 1QS, XI, 8; 1QH, VI, 15; VIII, 6.
(sa)ranno scelti degli e(lett)i come testimoni veraci: letter. "... testimoni di verità". Cfr. Ger., XLII, 5; Pr., XIV, 5. 25. Prerogativa dei membri della comunità di Qumran, secondo 1QS, VIII, 6: "... testimoni veraci in vista del giudizio ed eletti del (Suo) beneplacito...". Il motivo teologico della testimonianza verace ricorrerà con insistenza nel Vangelo di Giovanni: Giov., V, 31. 32; VIII, 13. 14. 17; XIX, 35; XXI, 24 (e in Giov., V, 33; XVIII, 37: "rendere testimonianza alla verità"). Et omette "testimoni" riferendo ad "eletti" l'attributo di "giusti": "... i giusti scelti dalla pianta di giustizia eterna...".
fine note.
XCI.
(11) E durante essa (scil.: la settima settimana) sradicheranno le fondamenta della violenza e l'opera della menzogna compiendo...
(12) Dopodiché sorgerà l'ottava settimana, <quella> di verità, in cui sarà da(ta)... a tutti i giusti per far giustizia di tutti i malvagi, ed essi (scil.: i malvagi) saranno consegnati in mano loro.
(13) E al termine di essa acquisteranno ricchezze con giustizia, e sarà costruito il Tempio (re)gal(e) del Grande nella sua splendida magnificenza per tutte le generazioni future (o: eterne).
(14) Dopodiché (sorgerà) la nona settimana: e ve(rità e) giu(dizio)... saranno rivelati a tutti i figli di tutta la terra. E tutti coloro che com(piono)... da tutta quanta la terra, e saranno gettati in una fossa... tutti quanti la via della giustizia (o: verità) eterna.
(15) Do(podiché)... (avrà luogo) il giudizio eterno e (verrà) il tempo del Grande Giudizio...
(16) E durante essa (scil.: la decima settimana) passerà il primo cielo e (un) cie(lo)... (de)l cielo bri(lleran)no e risplenderanno per tutti i secol(i)... (si avvicenderanno) molte (set)timane senza fine... realizzeranno (scil.: gli uomini)... (e) la (veri)tà (o: (giusti)zia).
note:
(11) sradicheranno le fondamenta della violenza: espressione cui fa da contrappunto 1QS, VIII, 7 8: "non vacilleranno le sue fondamenta (scil.: della comunità) e non si muoveranno dal loro posto".
(12) a tutti i giusti per far giustizia di tutti i malvagi: secondo 1QS VIII, 6 7. 10, spetta ai settari "rendere ai malvagi la loro retribuzione" e "pronunciare il verdetto sulla malvagità". Tutto il brano respira, dunque, la stessa atmosfera di 1QS.
(16) passerà il primo cielo: Marco, XIII, 31: "il cielo e la terra passeranno...".
realizzeranno... (e) la (veri)tà: (wqs)t' y'bdwn. Equivale a "fare la verità" del NT (Giov., III, 21; I Giov., I, 6), ma tale espressione era già attestata nell'AT: Gen., XXIV, 49; XLVII, 29; Gios., II, 14; II Sam., II, 6; Neemia, IX, 33; Tob., IV, 6; XIII, 6.
fine note.
4QEn g 1 V Enoc, XCIII, 11 XCIV, 2
SOMMARIO Brano d'intonazione sapienziale, scandito da una sequela di domande retoriche, che celebrano l'impresa super umana di Enoc e sottolineano nello stesso tempo l'inaccessibilità dei misteri dell'universo all'uomo.
XCIII.
... * (pu)ò conoscere qual è la volontà (di Dio)?
(11)... (ch)e può ascoltare le parole del Santo... O qual è quell'uomo che...
(12)... gli angoli s(u) c(u)i es(so) (scil.: il cielo) poggia?
... tornare indietro a rac(cont)ar(lo)?...
(13) O chi c'è... la lunghezza e la larghezza di tutta la terra o... e la sua forma?
(14) E qual è quell'uomo che pu(ò)... (quant')è alto (il cielo) e dove poggi(a)...
note:
* Resto di un versetto non attestato in Et.
(11) le parole: Et: "la voce".
(12) gli angoli s(u) c(u)i es(so) (il cielo) poggia: omesso da Et ("Chi è che possa conoscere le opere del cielo e possa vederne l'anima e lo spirito e possa parlar(ne) o salire e vedere tutti i loro confini e conoscerli o, almeno, agire come loro?" Richiamandosi a Enoc, XVIII, 2 3 e a Giob., XXVI, 11, il MILIK, The Books of Enoch... cit., pp. 269. 271 integra ('mwdy) zwy' ("(i pilastri de)gli angoli, ovvero angolari"). Secondo Enoc, XVIII, 2 3 i "pilastri del cielo" sono i "quattro venti".
tornare indietro: manca in Et.
(13) la lunghezza... terra: Et inverte ("l'ampiezza e la lunghezza della terra").
e la sua forma: manca in Et.
fine note.
XCIV.
(1) E ora io vi dico, figli miei... le vie de(lla) verità...
FRAMMENTO DELL'APOCALISSE NOACHICA
4QEn c 5 II Enoc, CVI, 13 CVII, 2
SOMMARIO Dal libro di Noè: Enoc rassicura Matusala sulla paternità del bambino che è nato a Lamec. Si chiamerà Noè e sopravviverà al diluvio. Vengono predetti i mali ancor più gravi che l'umanità commetterà dopo il diluvio, finché non sorgeranno (al plurale, secondo l'aramaico, a differenza del greco e dell'etiopico che hanno il singolare) le generazioni della verità (o: della giustizia. (Riportiamo soltanto l'ultima parte del brano, che presenta un testo relativamente meno deteriorato).
CVI.
(19) (Do)po(diché sopragg)iung(erà) un mal(e ancor più) grave (di quello commesso) al (loro) t(em)po, (perch)é io conosco i segreti (del Signore, che) dei Santi mi hanno rivelato e fatto conoscere, (e che) lessi (nelle tavole de)l cielo.
CVII.
(1) E vidi scritto in esse che una (gener)azione farà il male più dell'altra, e si andrà avanti così (finché non si leveranno) le generazioni della verità, e il male e la nequizia (non) cesseranno e la violenza (non) scomparirà dalla terra; e fin(ché sulla terra non verrà il bene) su di loro.
(2) E ora su, va' da Lamec, tuo (figlio, e rivelagli) che questo bambino è veramente suo figlio, senza inganni.
note:
(1) una (gener)azione farà il male più dell'altra: letter.: "(gener)azione dopo generazione (una (gener)azione dopo l'altra) farà il male in questo modo".
e si andrà avanti così: letter.: "e continuerà (scil.: una generazione dopo l'altra) a fare il male".
le generazioni della verità (o: giustizia): al sing. in CsMc (ed Et).
(2) E ora su, va' da Lamec: cfr. Gen. ap., V, 10: "va', di' a Lamec,
tuo figlio".
veramente senza inganni (menzogne): così anche Gen. ap., II, 6 7.
E' conforme alla logica ebraica giustapporre proposizioni di segno opposto.
fine note.
4QEnastr b 7 I III *
SOMMARIO Le fasi della luna dal 23° al 27° giorno del mese.
II.
(1) (E brilla (scil.: la luna) per la restante parte di questa notte con tre settimi (con tre delle sue sette parti); (2) e durante questo giorno cresce (?) fino a quattro settimi e mezzo. Allora tramonta ed entra, e resta nascosta per la restante parte di) questo (3) giorno (di due) settimi (e mezzo)...
(E nella vent)i(quattresima notte) del mese (letter.: in esso) resta nascosta di quattro settimi e mezzo, e la sua luce è ridotta (4) (di quattro settimi e mezzo. Al)lora esce (= sorge) e brilla per il resto di questa notte con due settimi e mezzo. E (4 5) (durante) questo (g)iorno cresce (?) fino a cinque settimi. Allora tramonta ed entra e resta nascosta per il resto di questo giorno di due settimi...
(6) E durante la venticinquesima notte del mese (letter.: in esso) rimane nascosta di cinque settimi, e la sua luce è ridotta di cinque settimi. (7) Allora esce (= sorge) e brilla per la restante parte di questa notte con due settimi; e durante questo giorno cresce (?) fino a cinque settimi e mezzo. (
E poi tramonta (ed) entra nella seconda porta e resta nascosta per la restante parte di questo giorno di un settimo e mezzo...
(9) E durante la ventiseiesima notte del mese (lett.: in esso) resta nascosta di cinque settimi e mezzo, e la sua luce è ridotta di cinque settimi e (10) mezzo. E poi esce (= sorge) dalla seconda porta e brilla per la restante parte di questa notte con un settimo e mezzo; e durante questo (11) giorno cresce (?) fino a sei settimi. E poi tramonta ed entra e resta nascosta per il resto di questo giorno di un settimo...
E durante la (ven)tisettesima (12) notte del mese (letter.: in esso) resta nascosta di sei settimi, e la sua l(u)ce è ridotta di (sei) set(timi. E poi esce (= sorge) e brilla (13) per il res)to di questa notte con un settimo. E durante questo giorno cresce (?) (fino a sei settimi e mezzo. E poi tramonta ed entra)...
note:
* A Qumran sono venuti alla luce ampi frammenti del Libro Astronomico, che non trovano riscontro in etiopico. Per tali frammenti, pertanto, la suddivisione è fatta sulla base delle colonne e delle righe, contrassegnate rispettivamente da numeri romani e da numeri arabi (così alle pp. 715 718; 723). Della colonna I non diamo alcuna traduzione, perché troppo frammentaria.
(4) cresce (?): qwy. Qui, come alle righe (2), 7, 11, 13, s'intende la "parte scura" della luna (mentre alla colonna III, 1. 7 la stessa forma si riferirà alla "parte illuminata" della luna). Ringrazio il Prof. A. Bausani per avermi chiarito questo punto del testo.
fine note.
4QEnastr b 7 III, 11. 1-10
SOMMARIO Dal calendario sincronistico: le fasi della luna dall'8° al 10° giorno del mese, e il percorso del sole nello stesso periodo.
III.
(1) (... e brilla (scil.: la luna) durante l'ottava notte del) mese (letter.: (in) esso) con quattro (se)tt(imi). E poi tramonta ed entra. Durante questa notte il sole (2) compl(eta) il suo giro attraverso tutte le sezioni della prima porta, e ricomincia ad entrare e ad uscire attraverso le sue sezioni. (E poi la luna) (3) tramonta ed entra, e per la restante parte di questa notte è avvolta dall'oscurità per tre settimi. E durante questo giorno cresce fino a quattro settimi e (mezzo. Allora) (4) esce (= sorge) e per la restante parte di questo giorno domina (?) due settimi e me(z)zo...
E nella nona notte del (mese) (letter.: in (esso)) brilla con (5) quattro (settimi) e mezzo. E poi tramonta ed entra.
Durante questa notte il sole ricomincia ad attraversare le (sue) sezion(i (scil.: della prima porta) e a tramontare) (6) attraverso di esse. E poi la (lu)na tramonta ed entra nella quinta porta; e per la restante parte di questa notte è avvolta nell'oscurità (per due) sett(imi) (7) e mezzo. E durante que(sto) giorno cresce fino a cinque (settimi), e in esso la lu(ce) equivale a cinque settimi esatti (?). (Allora esce) (
dalla (qu)in(ta) porta (e per il resto di questo giorno domina (?) due settimi...
E durante la decima notte del mese (letter.: in esso) brilla (9) con cinque settimi. E poi tramonta ed entra; e per il resto di questa notte rimane avvolta nell'oscurità per due settimi. E durante questo giorno cresce (10) fino a cinque) set(timi e mezzo)...
note:
(4) domina (?) due settimi...: secondo il Prof. Bausani, si riferisce alla "parte nera" della luna.
fine note.
4QEnastr b 6, 11. 7 9
SOMMARIO Il 28° giorno del mese lunare.
(7)... (E nella) ventottesima (notte) del mese (letter.: in esso) si nasconde (scil.: la luna) di sei settimi e mezzo, e (la sua) lu(ce) è ridotta (di (
sei settimi e mezzo. Allora sorge e brilla per) il resto di questa notte con un mezzo settimo; e durante questo giorno si nasconde (?) tutta quanta. Allora tramonta ed entra (9) (nella porta... e per la restante parte di) questo (gio)rno (resta) tutta quanta (nascosta); e le viene sottratto tutto il resto della sua luce. E il suo disco sorge vuoto di tutta la luce, nascosto da(l) (?) s(ole).
note:
(9) E il suo disco sorge vuoto di tutta la luce: cfr. Enoc, LXXIII, 5 e LXXVIII, 14.
fine note.
4QEnastr c 1 II Enoc, LXXVI, 3 10
SOMMARIO Le porte dei venti *.
LXXVI.
(3)... e tre (porte) dopo di esse a sinistra (= a nord)...
(4)... sono salutari e vivificanti per la terra... e...
... e l'acqua e tutto ciò che (vi si trova), che cresce e fiorisce e brulic(a) (strisci(a))...
(5)... dalla prima porta che (si trova) a.... esce il vento
orientale...
(6) E dalla seconda porta esce il vento orientale orie(ntale)... (il vento) di est nord, che è prossimo al vento del No(rd)...
(7)... esce, per primo, dalla prima porta...
(
... che chiamano il Sud; rugiada...
(10) (E) dopo di esso esce il vento del N(ord)... (e rov)ina...
note:
* Esistono sensibili differenze con l'etiopico (cfr. traduzione).
fine note.
4QEnastr c 1 II e 4QEnastr b 23 Enoc, LXXVI, 13 LXXVII, 4
SOMMARIO Spiegazione etimologica dei nomi dei quattro punti cardinali: Est, Sud, Ovest, Nord (ed Est).
LXXVI.
(13)... (siccità e ro)vina (e) morte e (calura) e desolazione.
(14) Ed (ecco) esaurite le dodici porte delle quattro regioni del cielo. (Te) ne (ho) d(ato) la spiegazione completa, (figlio mio, Matusala.
LXXVII.
(1) E chiamano l'oriente Oriente (qdym)), perché è il primo (qdmy'/h); e chiamano il sud Sud (drwm), perché là abita il Grande (d'r rb') e v(i) abita... (benedet)to in eterno...
(2) E la regione grande, (la chiamano) regione occidentale perché là van(no le st)elle del cielo: di là tramontano ('rbyn) ed entrano {e} tutte quante le stelle. E per questo (lo) chiamano Occidente (m'rb').
(3) (E il nord (lo chiamano) Nord (spwn)), perché ivi si nascondono (spnyn) e si raccolgono e girano (compiono la loro rivoluzione) tutti i corpi (?) celesti, per raggiungere la regione orientale del cielo. E (chiamano l'oriente Or)iente ((m)dnh), perché di là sorgono (dnhyn) i corpi celesti (lett.: gli utensili del cielo), ed anche Mizrah, perché di l(à) sorgono (drhyn/zrhyn)...
(E vidi tre)... della terra: una (destinata) ad albergare i figli degli uomini; e un'altra ((destinata) ad accogliere tut)ti (i mari e i fiumi; e una terza) per i deserti, e per i Se(t)te, (e) per il (Paradi)so della giustizia (o: della verità)...
(4) (E vidi set)te m(onti più alti di tut)ti i m(onti che ci sono sulla ter)r(a, e) su di essi (sc)endeva la neve.
note:
(3) si raccolgono: mtk<n>syn (Enastr c); mtknsyn (Enastr b). SOKOLOFF, op. cit., p. 201, preferisce leggere mtksyn < ksy (al riflessivo: nascondersi, ritirarsi).
fine note.
4QEnastr c 1 III Enoc, LXXVIII, 6 8
SOMMARIO Ricapitolazione delle "fasi lunari" in un mese di 29 o di 30 giorni.
LXXVIII.
(6) (Quando la luna sorge, un mezzo settimo della sua luce bril)la nel cielo ed è vis(ibile sulla terra) (letter.: ap(par)end(o) sulla terra)... ((la fase crescente) si com)pie giorno dopo giorno fino al quattordicesimo giorno, quando (la luna) ap(pare in tutta la sua luminosità) (letter.: e (in esso) for(niscono tutta la sua luce))...
(7)... (fino al) quindicesimo (giorno), quando (la luna) appare in tutta la sua luminosità (letter.: e in esso forniscono tutta la sua luce)... e le fasi lunari si compiono per mezzi settimi (letter.: e (la luna) guida le fasi lunari per mezzi settimi)...
(
(Quando cala (letter.: si nasconde), la luna viene privata della sua luce... di un quattordi)cesimo (nel primo giorno); e di un tr(edicesimo) (vale a dire, di una delle tredici parti che ancora le restano) nel secondo giorno; (e di un dodicesimo nel terzo giorno; e) di un und(icesimo nel qua)rto (giorno)...
4QEnastr b 26 Enoc, LXXIX, 3 5; LXXVIII, 17 LXXIX, 2
SOMMARIO Ricapitolazione delle leggi sui luminari: lo scarto tra la luna e il sole. Morfologia della luna.
LXXIX.
(3)... attraverso la sesta porta, attraverso di essa (completa la sua luce)...
(4)... (venticinque settimane e) due (g)iorni.
(5) E (la luna) è deficitaria rispetto al sole... è (inter)calato (?) in esso. Assomiglia a un'immagine che si vede in visione (letter.: di visione). Quando la sua luce in essa ritar(da)...
note:
(5) è deficitaria: mhsr. Di solito si usa il termine haser per indicare un mese di 29 giorni.
fine note.
LXXVIII.
(17) (Durante la notte) questa visione assomiglia (in) parte ad immagine d'uomo; e di giorno (questa visione assomiglia) in (parte all'immagine del sole nel cielo)... (ma) soltanto la sua (luce).
LXXIX.
(1) E ora ti mostrerò, figlio mio... un altro calcolo...
4QEnastr d 1 I III dopo Enoc, LXXXII, 20
SOMMARIO Dal finale del Libro astronomico, che è andato perduto in etiopico *: la descrizione (dell'autunno e) dell'inverno. I moti delle stelle sulla sfera celeste (cfr. MILIK, The Books of Enoch... cit., p. 297).
(I)
... riversano (s)ulla terra (rugiada) e pioggia; e seme... l'erba della terra e gli alberi. E (il sole) esce (= sorge) ed entra (= tramonta)... Ed ecco l'inverno; e le foglie di tutti gli alberi (appassiscono e cadono, ad eccezione (di quelle) di) quattor(dici) alberi, per cui non è previsto (cui non conviene)... (le lor)o (fo)gli (e) rimangono...
(II)
... questo... dalla sua misura... un decimo di u(n) nono... di un nono. E le stel(le) si muovono attraverso (le) pri(me porte de)l cielo; (e poi) escono: nel primo giorno, di (un) decimo (per) un (sest)o (= 6°); nel secondo, di un quindicesimo per u(n) sesto (= 4°); (e) nel terzo (giorno) di u(n) trentesimo per un sesto (2°)...
(III)
Ne(l qu)indi(cesimo giorno)... e proprio in quel gio(rno) (nello stesso gio(rno))... solo (ma) (in) questa notte da (di)... una (te)rza parte di un nono. E cinq(ue)... e un decimo di un nono...
note:
* Già il MARTIN, op. cit., p. 192, aveva notato la lacuna alla fine di questa sezione: "Solo la primavera e l'estate sono descritte. Nello stato attuale del testo, manca la descrizione delle altre due stagioni".
(1) e le foglie di tutti gli alberi...: richiama Enoc, III.
fine note.
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