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non bastano le toppe della notte
a tacitare scosse di pensiero
in mano il buio ha fruste per squadernare il cuore
farti sognare un dove e un quando di un'attesa
dal fuori un cambiamento
che ti rivesta a nuovo d'altra vita
e scopri
poi
all'istante
che sei solo nozione
sospesa tutt'intorno d'ogni cosa
stridìo d'un treno in mesto dondolio
muta rassegna che non trova posa
appesa senza fine ad un Addio
e torni a stare in quella processione
solo di giorni grigi
di notti sempre eguali
in cui stagni d'inerzia e dentro
muori

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