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la pazzia degli eventi
graffia in parole-crepe
la carta dei respiri che si arruga
s’apostrofa una lacrima
per rammendare ancora la scrittura
di un sillabario fatto d’illusioni
su calendario di signa
in crematura ancora di colori
ma č refe di quiete amara
che geme nell’assorbire le tinture
scorre in bianco rappreso
e mi cancella presto
ogni sutura

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