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oppongo il velo fragile del sogno
al frammentarsi scarso di una vita
come per darle un senso più compiuto
troppe
peṛ
le bolle
tra schegge e graffi sparsi d'esistenza
e numerosi i fili da annodare
fluttua
coś
ribelle
l'utopico vaneggio
al vento lesto e pronto a sollevarlo
per denudare e rigettare al largo
rotte bugiarde
aperte all'orizzonte senza sole
mi resta ancorata solo
la parola
che trucca da sorrisi rughe nuove
e mi rimette in gioco
scuotendo il punto di quiete
tra luci spente e vuote di respiri

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