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Alti e cinti da serie pietre scolorite
guardan dall’alto di erte rupi solitarie
la prona valle che ognor l’abbraccia
con rispetto regale.
Alti e dimenticati
ma ancor vivi
come i templi di Dio e nostri.
Muri che raccontan la storia
mi colgon misteriosi
nel perdermi del loro tempo.
E i loro asili,
incrollabili macigni senza tempo,
segnan la loro gloria.
E ne fan corona recinti di betulla
e abete profumato
che silenti
ne ascoltan vicende di giorni sicuri
in tempi senza ripari
ed io con loro sogno.

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