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Era un giorno di Settembre,
tutto pronto per il lungo viaggio.
Frenesia, imbarazzo, disagio,
erano celati da mesti sorrisi.
Allegria ed entusiasmo, erano assenti.
Tutti pronti per il lungo viaggio,
baci, abbracci silenziosi,
lacrime indiscrete rigavano i volti.
“Ciao mamma” ,
“Ciao figli, abbiate cura di voi!”.
L’auto si mise in moto,
copiose le lacrime ora scendevano,
nessuno, oramai, le vedeva,
la mano protesa mandava baci e saluti.
Soltanto allora l’Anima si ribellò
e si pose davanti all’auto
nella folle impresa di non farla partire,
le stavano rubando la vita!
L’auto si mise in moto e, imperterrita, la travolse;
lei si aggrappò con tutta la forza della disperazione.
Braccia tese in un ultimo saluto
e l’auto sparì all’orizzonte
lasciandola sola, ferita, lacera,
sul freddo selciato.
Fu allora che la mia Anima morì.
Era il 16 Settembre 1997
Anna
TA, 14/10/05

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