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I miei dolci giorni
tutto pane e latte
di povera gente
bianca
neanche mai grigia
sempre in fila
sotto l’ombrello del paradiso
al piovere note di campana
viaggiando del vero fatato
loro tremante monotonia
sull’orlo della paura confessionale
alle feste comandate
una vaga felicitŕ puntuale
lunga un sorriso sottovelo
o a capo scoperto
unico sesso occhio che scorre
a inseguire il cuore
l’altra dolcezza
che giŕ
gli č a fianco…
fuggendo accenna.

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