Canto di speranza
 

 


Donna che sei l’ultimo mio viaggio
incatenato al fato come moderno Ulisse
vado da sponda a sponda privo di mia pace
e della nave ch’era ben guidata perdo naviganti.

Donna che cerchi ancora all’orizzonte
disperso tra sirene e maghi che incantano la via
chiuse ho le orecchie e ciechi invero gli occhi
nocchiero al palo da corde ormai son cinto.

Donna che ricordi il mio sapore
vinto dall’andar sperduto mi vorrebbe il fato
e ultimo navigator di un mare sconfinato
sconfitto in pazienza e disciolto tra i marosi.

Donna unica luce intensa nei miei giorni
srotola la tela e riprendine il costruir tessuto
in qualche porto sconosciuto troverò il segnale
quella cometa che m’indicherà il percorso.

Un pescatore che riconoscerà il mio nome.

 

 



 

 

Renato Fedi