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Eccomi qui disperso nel tuo rosso colore
rosso come il sangue che perdo dalle vene
rosso come i tramonti che non so godere
rosso come quel sole che sbiadito vedo.
Quanto di me ti sei rapito prendendomi
tra un calice riempito ed uno divorato
io che ho creduto di rinascere bevendoti
io che ho visto nella tua essenza i sogni.
T’ho creduto amico nella prima notte
che alla bottiglia ho preso il contenuto
per cederti i dolori ed anche le sventure
che a questa vita incerta facevano corteo.
Ne ho vuotate molte collezionando tappi
dando alle mie notti sonni da disperato
portando tra la folla il mio andare storto
lasciando nel viaggiare un vomito fetente.
Mi son giocato in rosso timide speranze
perdendo la ragione di un vivere normale
ed il cervello nel vino ho fatto affogare
ed ora questo corpo è pasto per i vermi.

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