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Facendosi spazio
tra il buio del morso
che mi contrae il ventre
si infiltra la luce
tra i cristalli salati
di lacrime sospese
S’aprono cori di colori
su cieli specchiati
in mari blu di metilene
coni splendenti multitono
adagiati su onde di prato
che vento disegna
Acceca il giallo arancio
la monotonia della vallata
e in genzana e ocra
l’azzurra lontananza immerge
s’innalza sopra il colle
il meraviglioso inno di farfalle
Così irrompe nel silenzio
il semplice vagito del mio nato
che tinge tinte tenere e decise
respinge il grigio del dolore
stingendolo nel mio sorriso.

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